ATM: Dellai e Berasi alla ricerca di alibi

chaco1Le dichiarazioni dell’onorevole Dellai e dell’ex assessore Berasi, dopo la bufera addensatasi sui vertici della Trentini nel mondo che coinvolge la responsabilità di alcuni funzionari provinciali e di Ciro Russo sulla poco trasparenza e completezza dei bilanci di cooperative in Argentina ed in Paraguay ipotizzando un danno erariale di 4,5 milioni di euro, ci inducono a fare alcune prime considerazioni.
La Berasi sostiene di aver svolto i controlli dovuti con il massimo rigore, mentre Dellai dice che si sono fatte cose buone, come se questo bastasse a giustificare i fatti che la Corte dei Conti contesta.
Per quanti hanno visitato per motivi di studio e non per turismo alcune cooperative in Argentina ed in Paraguay dirette dalla Trentini nel mondo a nome della Provincia l’intervento della Corte dei Conti appare non come una sorpresa ma come un atto dovuto e per alcuni versi anche in ritardo.
Dal 2008 il nostro gruppo chiedeva, anche con manifestazione e volantinaggi informativi e di denuncia (portando perfino le capre in piazza Dante), che la Giunta provinciale e i diretti interessati facessero chiarezza su come venivano utilizzate le risorse per interventi a favore dei discendenti trentini nel mondo.
In particolare, la nostra attenzione si concentrava sul Frigorifico o Macello nel Chaco Argentino dove erano state spese somme ingenti a fronte di ricadute quasi nulle sul territorio, facendo fede alle dichiarazioni dello stesso Ciro Russo che dichiarava come 2.500.000 euro erano stati spesi per una fabbrica nel deserto. E come dalle 300 capre al giorno se ne macellavano 170 alla settimana creando un passivo amministrativo annuale fino alla recente chiusura del Frigorifico.
Abbiamo spesso ricordato e chiesto trasparenza sul progetto della fabbrica di riciclaggio della plastica di Luque in Paraguay, dove, gli operai di origine trentina sono stati licenziati perché chiedevano il rispetto delle leggi sui minimi salariali originando un contenzioso Sindacale e di Governo che ha multato Ciro Russo e la Cooperativa, ora fallita. Una fabbrica costata oltre 700.000 euro alle casse provinciali che è passata in gestione ad una Società senza conoscere quali vantaggi siano stati riscontrati per gli emigranti trentini.
Da parte della Giunta e dell’assessore all’emigrazione abbiamo assistito ad una chiusura ermetica e al rifiuto a fornire dati capaci di fugare ogni dubbio con un atteggiamento che a nostro avviso contrasta con la cultura trentina che trova le sue radici non solo nello spirito autonomista ma anche nel pluralismo e nella trasparenza nella gestione della cosa pubblica.
Ci siamo sempre chiesti il motivo per cui Dellai continuasse ad avere questo atteggiamento di chiusura informativa sui finanziamenti nel Chaco. Quanto emerso dall’indagine della Corte dei Conti è una prima risposta che inchioderebbe l’ex presidente Dellai alle pesanti responsabilità politiche che questa vicenda comporta sia per l’immagine del Trentino ma anche per il futuro dei finanziamenti alla cooperazione internazionale.
Non va dimenticato che qualche anno fa Dellai ha usato le polemiche sul Chaco per finanziare esclusivamente la Trentini nel mondo, mettendo di fatto in difficoltà l’Unione delle Famiglie operante nel settore emigrazione che proponeva un modello alternativo di intendere gli aiuti puntando sui micro progetti capaci di coinvolgere le popolazioni locali, indigeni compresi, anziché su opere mastodontiche, teorizzate a tavolino, che poi si trasformano, come nel caso del Frigorifico in cattedrali nel deserto.
Crediamo sia diritto di ogni cittadino conoscere come vengono spesi e utilizzati i soldi a sostegno degli emigrati trentini e ribadiamo la richiesta affinché gli aiuti e i dati relativi agli stanziamenti, ai progetti, ai resoconti dettagliati e certificati siano pubblicati sul sito della provincia in modo per sapere come vengono spesi i soldi della collettività.
Non avendolo fatto, quanto sostenuto da Dellai e dalla Berasi appare come un tentativo di crearsi un alibi per sfuggire alle loro pesanti responsabilità politiche che vanno oltre gli omessi controlli.
p. gli Amici del Sudamerica
Ezio Casagranda
Ferruccio Bolognani
Gianna Copat
Luca Pelizzari
Carlos Marascalchi
Miguel Fernandez

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Lettere dal Chaco. Dellai batti un colpo

Gli articoli del 4 e 7 dicembre 2011 del giornale NORTE di Resistencia hanno evidenziato le problematiche (nascoste) del Frigorifico di Pampa del Infierno patrocinato dal coordinatore dei progetti della Provincia per il Sud America e sponsorizzati dalla Trentini nel mondo. Si sono spesi oltre 10 milioni di euro senza dare effettivo beneficio agli emigranti di origine trentina, anzi creando disoccupazione e operai in sciopero per avere lo stipendio (come si può leggere in precedenti articoli di denuncia della situazione).
Ciro Russo è intervenuto per difendere il suo operato.
Mai il silenzio sarebbe stato opportuno per non compromettere le relazioni Trento – Resistencia. Purtroppo la forma polemica della sua intervista ha creato una catena di reazioni, l’ultima del 7 dicembre credo sia opportuno che venga letta in attesa dell’evolversi della situazione che può compromettere altre iniziative e rendere difficile la gestione di chi con gennaio 2012 succederà a Ciro Russo.
Ferruccio Bolognani

Di seguito riportiamo le due lettere inviate da Ferruccio a Dellai ed al Consiglio Provinciale.

Ai consiglieri membri della Giunta Provinciale di Trento
Lorenzo Dellai, presidente
Alberto Pacher, vice presidente
Marta Dalmaso, assessore istruzione
Alessandro Olivi, assessore economia
Mauro Gilmozzi, assessore enti locali
Tiziano Mellarini , assessore foreste e turismo
Ugo Rossi, assessore alla salute
Franco Panizza, assessore alla cultura
Lia Giovanazzi Beltrani, assessore alla convivenza

in questa prima comunicazione riporto alcuni articoli del DIARIO NORTE di Resistencia e un chiaro commento del Centro Mandela, quando ancora c’erano speranze per il Frigorifico

Questi articoli provocheranno (dopo un mese) una polemica di Ciro Russo contro il Governo del Chaco che biasimo e che compromette le buone relazioni tra Trento e Resistencia, perché il problema degli emigranti non deve essere coinvolto in una iniziativa commerciale ed industriale
presentata per solecitare l’appoggio della PAT al Progano, Una iniziativa che doveva essere soppesata da un “professional” e non da una persona che non aveva competenze e professionalità.
Eppure, nel 2004 aveva dichiarato al Diario Norte che il Frigorifico era una cattedrale nel deserto costata gia 2.500.000 dollari.
Forse da allora si potevano evitare altri milioni di spesa se si fosse esaminato il problema e non si fossero firmati protocolli e visite della Quarta Coimmissione che aveva visto il folclore delle feste e creduto alle lucciole, senza esaminare i bilanci della Cooperativa Trento Chaqueña ora in fallimento perché, come ha detto Hugo Zurlo, non si finanzia una Cooperativa che produce ogni anno delle perdite.
Un saluto. Ferruccio Bolognani

Ai consiglieri membri della Giunta Provinciale di Trento
Lorenzo Dellai, presidente
Alberto Pacher, vice presidente
Marta Dalmaso, assessore istruzione
Alessandro Olivi, asessore economia
Mauro Gilmozzi, assessore enti locali
Tiziano Mellarini , assessore foreste e turismo
Ugo Rossi, assessore alla salute
Franco Panizza, assessore alla cultura
Lia Giovanazzi Beltrani, assessore alla convivenza

questa seconda comunicazione riporta articoli del DIARIO del 4 e 7 dicembre 2011 con breve traduzione e commento

Mentre ho seguito con interesse il convegno dei Consultori in Cile come forma di risarcimento morale agli errori di Trento per l’emigrazione del 1952 ed ho gioito nel leggere la relazione di Gardumi e vedere le foto del soggiorno formativo dei giovani in Brasile con la Giordani sono amareggiato nel presentare alla Giunta ciò che si legge nel Diario di Resistencia perché non onora il comportamento del responsabile dei progetti della PAT.
Ricordo che Enrìzo Casagranda ha più volte denunciato le problematiche connesse al Frigorifico di Pampa del Infierno senza avere risposte che evitassero la conclusione umiliante fra polemiche e rinunce.
Mi auguro che la PAT non finanzi più opere che danno una immagine industriale e commerciale, che non è opportuna per una associazione che deve seguire problematiche culturali e sociali e sostenere
l’iniziativa autonoma degli emigranti nelle forme di cooperazione da loro scelte e non imposte.

Un cordiale saluto. Ferruccio Bolognani

Russo perde le staffe ??

È comprensibile lo sfogo di Ciro Russo, el coordinador del proyecto Progano (come scrive il Diario Norte del 4 dicembre 2011), che in questi mesi è stato al centro di una vertenza sindacale dei 24 dipendenti del Frigorifico di Pampa del Infierno; di una presa di posizione del presidente della Cooperativa Trento Chaqueña, Sebastián de Arriortúa; degli interventi di Hugo Zurlo consultore della Pat del Nord dell’Argentina ed al tempo stesso segretario della stessa cooperativa (incarico che pone dei dubbi sul conflitto di interessi), e del signor Ernesto Barbagallo, tesoriere della Cooperativa e destinato ad essere il prossimo coordinatore dei progetti della Pat insieme a Roberto Paolazzi, secondo la dichiarazione di Ciro Russo: “Ellos son los futuros sucessores a partir de los primeros meses dell’años proximo”.
Non entro nel merito della polemica che Ciro Russo intende fare per una mancata risposta del Governatore del Chaco, Capitanich, a una domanda fatta il 3 agosto dal presidente della provincia Autonoma di Trento, Dellai, per conoscere lo stato di adempimento degli accordi firmati a Trento il 27 gennaio 2009 dal vicegovernatore del Chaco, Bacileff. Accordi che erano stati secretati contro la trasparenza richiesta nel luglio dello stesso anno in una conferenza nella Sala Rosa della Regione, quando Ciro Russo esaltava positivamente tutte le iniziative che aveva realizzato in Argentina, Paraguay, Uruguay e Brasile per cancellare i dubbi che stavano emergendo.
Esempi di polemiche con riflessi negativi sulla stampa di Resistencia si sono avuti con alcuni Ministri, come Enrique Orban e quando – forse – era possibile chiarire le posizioni assunte da Trento che generosamente contribuiva con milioni di euro ad un progetto del Governo del Chaco, con una dialettica e con chiari accordi che, dovevano dare seguito alle decine di viaggi dei nostri politici per firmare i protocolli dei rispettivi Governi.
Ciro Russo non usa termini diplomatici quando qualifica le persone che fanno parte del Governo del Chaco come “ignorantes, irresponsables y mentirosos”. Forse non si rende conto che nonostante la buona volontà per il buon funzionamento del Progano qualche cosa non deve essere andato con il verso giusto. Da ex sindacalista avrebbe forse dovuto mediare con le parti perché non si prendessero delle decisioni di rottura tra i produttori ed allevatori di capre e la Cooperativa Trento Chaqueña. D’altronde le dimissioni di Andión da presidente del Progano, le enfatiche previsioni di successo del Frigorifico in grado di macellare 300 capre al giorno per la sua autosufficienza economica operativa, contro le 180 capre macellate alla settimana. La mancanza di acqua per la concia delle pelli. L’improduttività del piccolo caseificio per commercializzare i formaggi e del negozio vendita di carne caprina a Resistencia, dovevano significare un “disastro” economico commerciale che Ciro Russo ha tenuto nascosto coprendo deficienze operative e il fallimento del CeDePro che doveva assicurare il numero di capre sufficienti per il Frigorifico. Forse ha sottovalutato il clima “individuale e tradizionale” degli allevatori che trovavano più vantaggioso il commercio familiare a quello meno redditizio della cooperativa voluta da Ciro Russo. Non sono bastate le feste folcloristiche per dare una immagine di trentinità per nascondere la realtà.
D’altronde, lui stesso, nel 2004 aveva dichiarato che il Frigorifico era una “cattedrale nel deserto” costata 2.500.000 dollari, ma poi lo aveva difeso davanti alla Quarta Commissione contro chi verificava inadempienze. Ed anche in quella circostanza non aveva dimenticato di offendere e calunniare un giornalista professionale. E’ stato sordo anche all’analisi critica del Centro studi Mandela di Resistencia che aveva evidenziato ciò che ora è avvenuto.
Negli ultimi anni l’organizzazione dei produttori di Samuel Parayre ha ignorato la Trentini nel mondo, responsabile della Cooperativa Trento Chaqueña proprietaria del Frigorifico. Lo stesso Ministro dell’agricoltura ha fatto comprendere che è necessario un unico referente che non sia la Trentini nel mondo e Ciro Russo. Offendersi per questa esclusione decisa da oltre un anno, non risolve il problema. In casa d’altri si deve lavorare in punta di piedi, senza posizioni arroganti, per non essere messi alla porta.
Il Governatore del Chaco ha escluso dalle trattative il vicegovernatore Bacileff. Aveva trionfalmente asserito che la Provincia di Trento era disposta ad acquistare estensioni di terreno con milioni di euro per nuovi progetti. Sembra che Capitanich avesse intenzione di viaggiare a Trento nel mese di novembre, nello stesso periodo che Dellai intendeva essere a Resistencia, prima di trasferirsi in Cile per la conferenza dei Consultori (Diario Norte del 20 ottobre 2011, Un viaje de ida y vuelta). Si può ipotizzare che il Governatore a fronte della crisi del Frigorifico abbia considerato i suggerimenti dei suoi Ministri per salvare il Progano senza la collaborazione, non più sostenibile da Trento, per il passivo che si accumula di anno in anno. Forse anche la situazione personale di Ciro Russo per le sue pendenza giudiziarie in Paraguay e la scadenza del suo incarico non hanno facilitato la risposta del Governatore alla lettera di Dellai del 3 agosto. Frattanto ci sono state anche le elezioni nazionali argentine che hanno riconfermato la presidenza a Cristina Kirchner coinvolgendo il governatore del Chaco.
Non si tratta di affermare “que la culpa es sempre del otro”, si tratta di riflettere sulle concause che hanno determinato la conclusione di una collaborazione. Avviene periodicamente nei partiti, nelle iniziative commerciali ed industriali che sospendono accordi sottoscritti quando sono mutate le situazioni. Si verifica anche tra i Sindacati e nell’ambito familiare. L’importante è non farne una tragedia. Anche Hugo Zurlo e Ernesto Barbagallo, trentini doc, hanno scritto che solo una soluzione politica eviterà l’umiliazione di una sconfitta (Diario Norte 22 ottobre 2011). Non si spiega la presa di posizione di Ciro Russo verso il governatore del Chaco, Capitanich, senza aver risposto agli articoli pubblicati sul fallimento del Frigorifico del Diario Norte come quello del 27 ottobre 2011 “El Progano responsabilizza a trentinos de administrar mal el frigorifico”. L’intendente di Puerto Tirol in una intervista ha dichiarato che “la vendita del Frigorifico non è una perdita, ma un affare economico perché comunque cancella l’obbligo di sanare il debito ed il passivo che si accumula di anno in anno”. Lasciamo alla Cooperativa dei produttori e allevatori chaqueñi l’opportunità di gestire ogni iniziativa a cui la Trentini nel mondo ha contribuito per lasciare che crescano nella indipendenza ed autonomia.
Ferruccio Bolognani

__________________________ Articolo di Russo pubblicato su Diario Norte ________________

El coordinador del proyecto Progano, Ciro Russo, afirmó que el presidente de la Provincia Autónoma de Trento envió el 3 de agosto una carta al gobernador del Chaco para analizar el estado de cumplimiento del acuerdo firmado por el vicegobernador el 27 de enero de 2009.

“Es una cosa muy rara, pero muy significativa, que esa carta quede todavía sin respuesta”, afirmó el funcionario italiano en un comunicado fechado el 2 de diciembre en Resistencia.
Russo también manifestó su molestia porque en una reunión entre productores y el coordinador del Progano, Samuel Parayre, se habló impunemente de incumplimiento de los trentinos y marcó que “quien transmite a los productores (significativamente nunca invitan a los trentinos a estas reuniones) estas falacias es una persona ignorante, en el sentido de que no conoce nada de los acuerdos entre las dos provincias”.
A la vez no descartó que, “conociéndolos, es un mentiroso asqueroso que insulta no solamente al gobierno de Trento sino a todo el pueblo trentino que permite disponibilizar (sic) recursos financieros y sostener en forma solidaria y sin ninguna obligación que no sea la que deriva de acuerdos firmados, proyectos de cooperación internacional”.
Luego recordó que en el proyecto que “siempre se ha denominado Progano, la Provincia Autónoma de Trento ha iniciado su colaboración desde el 1998, ha firmado más de diez acuerdos con los distintos gobiernos del Chaco, la parte trentina siempre ha cumplido en tiempo y forma todos estos acuerdos”.

Las mentiras

Russo cargó contra “los mentirosos que organizan reuniones con los productores y cobardemente no invitan a todas partes interesadas pero se toman irresponsablemente el gusto de hablar mentiras sobre la parte no invitada, se tomen por lo menos la molestia de leer estos acuerdos y podrán darse cuenta de quién ha cumplido y quién no”.
“En este escenario realmente extraño, donde la irresponsabilidad parece triunfar, vale recordar que el presidente de la Provincia Autónoma de Trento ha enviado el 3 de agosto de 2011 (más de tres meses atrás) una carta al gobernador del Chaco sobre el tema Progano, y en particular para proponer un encuentro en el Chaco para averiguar justamente el estado de cumplimiento del último acuerdo firmado de parte chaqueña por el vicegobernador, el 27 de enero de 2009”, señala el texto en cuestión.
No dejó de mencionar una carta del 12 de septiembre, donde –dijo– “ponía en evidencia los gravísimos problemas del Progano y de la Cooperativa Trento Chaqueña pidiendo una reunión con el fin de encontrar soluciones, enviada por el que subscribe al gobernador del Chaco (después de que el vicegobernador, a su tiempo indicado como referente para las relaciones con la Provincia Autónoma de Trento, el 30 de agosto nos comunicó que los problemas del Progano podían ser tratados solamente por el gobernador, queda todavía sin respuesta”.
“En esta situación inexplicable, rara, donde reina la irresponsabilidad y donde todo está parado por falta de respuestas de la parte chaqueña, hay quien va desparramando noticias falsas, insultando los trentinos que tienen solamente la culpa original de haber aceptado colaborar en forma solidaria en el desarrollo de un proyecto de cooperación, poniendo a disposición recursos financieros sin alguna obligación, voluntariamente y en forma solidaria, cuyo éxito es impedido por la desidia, inoperancia y falta de visión de algunos funcionarios que todavía no entienden que una cooperativa sin socios efectivos no es ni puede ser una cooperativa”, destacó.
El funcionario sostiene que “prefieren la repartición de ineficaces y improductivos subsidios individuales, al eficiente empleo de los recursos finalizados al desarrollo de un proyecto con socios productores beneficiados con mejoras de su sistema productivo pero comprometidos y vinculados con la construcción de una verdadera cooperativa” y acota que “todo eso está contemplado en el último acuerdo de enero de 2009, quedado a tal respecto incumplido. Estamos esperando respuestas”.
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In questo articolo Ciro Russo sfoga la sua personale polemica contro il Governatore del Chaco che non ha risposto ad una lettera del presidente Dellai del 3 di agosto 2011, offendendo gli allevatori delle capre del Progano, che da mesi hanno deciso di organizzarsi senza più l’intervento dominante della Trentini nel Mondo. L’intervento di Ciro Russo non facilità una stretta di mano tra chi (Dellai) ha appoggiato economicamente per 10 anni il Progano ed il Frigorifico con 10 milioni di euro con chi (Capitanich) si è trovato a gestire accordi da lui non firmati (ha esonerato anche il vice governatore Bacileff che nel gennaio 2009 aveva firmato l’ultimo protocollo) perché si è reso conto del fallimento di una iniziativa commerciale antieconomica, che tuttavia non cancella i buoni rapporti esistenti e l’aiuto culturale e sociale che la Provincia di Trento offre con la Trentini nel mondo.

Sud America. Le domande che attendono risposta

Nella giornata di venerdì 25 novembre il giornale l’Adige pubblicava a tutta pagina la notizia della riunione in Cile della commissione dei Consultori a cui hanno partecipato, oltre a Pacher anche Claudio Civettini della Lega Nord e Gianfranco Zanon e Ciro Russo dell’ATM.
Senza voler rivangare vecchie questioni (come i finanziamenti al Frigorifico ,ecc) sulle quali la provincia insiste in un silenzio ingiustificato non abbiamo visto riportare, dalla cronaca della giornata i bilanci delle iniziative sulla fabbrica di Luque in Paraguay o del fatto che i 25 lavoratori de Frigorifico per mesi non hanno ricevuto retribuzione o di quanto riportato dalla stampa locale sulle responsabilità del cattivo andamento della situazione produttiva di un progetto che non decolla nonostante i cospicui contributi della Pat.
Non abbiamo visto nei resoconti giornalistici, forse perchè il relatore si è ben guardato dal riferire, sulla fabbrica d Luque dove i contributi della PAT sembrano si siano persi come i lavoratori, discendenti trentini, hanno perso il loro lavoro e la loro casa.
Assieme all’occupazione dei lavoratori sembrano “spariti” tutti i responsabili di questa operazione della quale, ancora nel 2010, avevamo espresso dubbi e perplessità oltre a chiedere chiarimenti all’assessore competente. Naturalmente il silenzio è continuato a regnare sovrano.
Premesso che riteniamo importante una politica di cooperazione internazionale alla quale vanno assicurati, anche in questa situazione di crisi, i contributi credimao sia doveroso che da parte dell’assessore competente chiarire questi punti oscuri che ancora permangono sulle vicende del Chaco (Pro.ga.no) o sulla fabbrica di Luque
Democrazia significa trasparenza. Purtroppo in materia di cooperazione internazionale, la trasparenza sembra un tabù difficile da superare, per una provincia che dovrebbe fare della chiarezza e limpidezza degli interventi una ragione di orgoglio.
Se fino a ieri appariva del tutto discutibile il sostegno finanziario ad una fabbrica altamente inquinante come quella che si dovrebbe fare a Luque in Paraguay per non parlare di altre iniziative, oggi, davanti alla denuncia fatta dagli ex soci della cooperative la chiarezza e la trasparenza su questo intervento diventano inderogabili se la Pat non vuole essere complice dei licenziamenti.
Ma come, la Pat investe, sembra 870.000,00 euro per un’attività produttiva che dopo pochi, mesi viene ceduta ad un privato (Non si conosce il prezzo??) mentre i lavoratori vengono messi sul lastrico.

Gli Amici del Sud America

Viaggio di andata e ritorno

È il titolo del Diario Norte mentre cita una lettera del presidente Dellai che il 3 agosto annuncia al governatore Capitanich una sua visita al Chaco per la metà del mese di novembre per conoscere le gravi problematiche che sta affrontando il Frigorifico con i progetti del Progano. Ma, nel frattempo, anche il Governatore Capitanic ha programmato una visita a Trento per definire la situazione del Progano che si trova in difficoltà perché sembrerebbe possibile la firma di un protocollo da parte della Provincia di Trento per un contributo di altri 100.000 euro.
Al giornale, che pubblica la notizia con il titolo ¿Un viaje de Ida y vuelta?, sembra strano che Capitanich viaggi Trento mentre Dellai vola a Resistencia nello stesso periodo del mese di novembre 2011. Due visite che inspiegabilmente, se venissero confermate, si sovrappongono mentre, più insistente, si ipotizza la chiusura o la vendita del Frigorifico come suggeriscono Carlos Pasquale, presidente degli allevatori delle capre del dipartimento Almirante Brown e Huho Zurlo, segretario della cooperativa Trento chaqueña, mentre il sottosegretario all’agricoltura, Sebastián De Arriortúa, ha dato le dimissioni di presidente della medesima cooperativa.
Dal canto suo la Provincia di Trento ha inviato una nota in cui si evidenziano gravi inadempimenti al protocollo firmato a Trento nel 2009 con il vicegovernatore Carlos Bacileff che, in una conferenza nella Sala Rosa della Regione, aveva pubblicamente garantito l’impegno di Resistencia per dare impulso al Frigorifico amministrato dalla associazione Trentini nel mondo con la cooperativa Trento Chaqueña.
Ora siamo all’epilogo che il Comitato Sentimento Trentino aveva preannunciato con documenti e significative denunce. Spiace che si sia speso tanto denaro (il Diario Norte cita la cifra di 5 milioni di euro) per costruire una “cattedrale nel deserto” come ebbe a dire Ciro Russo nel 2004 quando, come responsabile della Provincia per i progetti in Sud America, aveva suggerito e voluto il Frigorifico per collaborare con il Progano e Cedepro, iniziative del Governo del Chaco.
Questa esperienza negativa che ha impegnato per 10 anni persone e denaro pubblico consiglia alla Trentini nel mondo di non intraprendere altri progetti commerciali e industriali che giustificano fabbriche con impiego di capitale milionario che sarebbe meglio servito per creare micro cooperative come suggerito dal premio Nobel Muhamad a beneficio delle iniziative private dei trentini emigranti suggerite dai presidenti dei Circoli e coordinate dai Consultori della Provincia.
La lotta dei lavoratori del Firgorifico 

Ferruccio Bolognani

(notizie tratte dal Diario Norte Resistencia 25 ottobre 2011)

La colpa è degli altri

«La culpa la tiene el otro», scrive Hugo Zurlo nel Diario Norte del 22 ottobre 2011 quando critica l’intervento del sottosegretario all’Agricoltura Sebastián De Ariortúa che, insieme al sindaco eletto di Pampa del Inferno, Carlos Andión, ha cercato di calmare gli animi dei 25 operai del Frigorifico che sono in sciopero promettendo che verrà risolto il problema, com’è avvenuto.
E nello stesso tempo Hugo Zurlo come segretario della Cooperativa Trento Chaqueña accusa de Ariortúa di essere il Presidente che ha responsabilità della crisi del Macello.
Lui, come segretario, ammette che sarebbero necessarie «40.000 capre per ammortizzare le spese del Frigorifico mentre nel 2010 ne sono state macellate solo 16.349 ma che nel corrente anno non dovrebbero superare i 6.350 capi».
Prosegue dicendo che «si deve evitare di cercare contributi per una Cooperativa che genera debiti che crescono in maniera esponenziale. Chi li cerca è gravemente irresponsabile».
Asserisce che «il futuro del Frigorifico diventa incerto perché dipende dalle decisioni che possono essere prese al più alto livello politico dei Governi (del Chaco e di Trento)».
Conclude «escludendo si possa indicare il colpevole perché non si risolvono i problemi addossando le colpe agli altri. Mentre nel compartire il potere si assumono delle responsabilità. Ma l’essere assorbito dal potere annebbia la mente e porta a prendere cattive decisioni».
Purtroppo l’ing. Zurlo sembra dare la colpa agli altri quando è troppo tardi. Come consultore della Provincia di Trento avrebbe dovuto vigilare che i bilanci delle cooperative fossero trasparenti, nel caso contrario segnalare le irregolarità evitando la conclusione che ora auspica dopo che si sono spesi milioni di euro dei contribuenti trentini. Inoltre come Segretario della Cooperativa Trento Chaqueña doveva segnalare le problematiche alla Trentini nel mondo e non contestare chi negli scorsi anni aveva scritto allarmato per l’andamento antieconomico di una attività industriale e commerciale che non compete alla associazione che riunisce gli emigranti.
Purtroppo chi è colpevole si difenderà e saranno dimenticate le incapacità professionali di chi ha voluto sostituirsi agli emigranti in grado di suggerire le migliori attività e interventi per aiutare le famiglie bisognose con micro cooperative, le uniche che stimolano la volontà di reagire alla mala sorte.

Ferruccio Bolognani

La vicenda di Ciro Russo della Trentini nel Mondo rinviato a giudizio un Paraguay

Riportiamo volentieri l’intervista a Ferruccio Bolognani pubblicata sul gironale online L’Italiano.it a cura di Febo Cioni

In questi giorni la stampa ha pubblicato la notizia che Ciro Russo, ex coordinatore delle iniziative della Provincia autonoma di Trento per il Sud America, è rinviato a giudizio dalla Magistratura del Paraguay. È legittima una difesa della associazione Trentini nel mondo che per 18 anni è stata beneficiata dalla presenza di questo ex sindacalista per i suoi numerosi Circoli, ma per avere una cronistoria della situazione ho incontrato Bolognani, un personaggio che si è sempre battuto per una trasparenza degli interventi economici della Provincia.
Ferruccio Bolognani ha percorso per 50 mesi i 10 Paesi del Sud America scrivendo tre libri come reportage ed ha tenuto conferenze in alcune Università ed in Circoli italiani del Brasile, Cile, Paraguay e Argentina. Conosce le problematiche dell’emigrazione ed ha sostenuto l’importanza dell’autonomia delle comunità all’estero per coordinare attività culturali ed assistenziali anche con i contributi delle rispettive Province italiane.
Questo non sembra avvenire per i trentini in Argentina, Paraguay e Uruguay coordinati per le loro iniziative da un inviato dalla Provincia di Trento, e non dal Consultore che la rappresenta. Inoltre, la Federazione dei Circoli di Argentina, dopo molti anni, non è più riconosciuta dalla Associazione madre di Trento. Queste interferenze hanno creato un certo disagio perché i contributi milionari della Provincia sono stati indirizzati a Cooperative “grandiose” ma con ricadute economiche insignificanti per gli emigranti. Chi ha reagito o criticato queste iniziative è stato emarginato. Fra gli altri Elisabetta Deavi, una donna che in Paraguay ha cercato e scoperto centinaia di famiglie di origine trentina e che nel 2004 era stata nominata Consultore, una figura di Ambasciatrice per la Provincia Autonoma di Trento.
Va bene tutto questo, ma che cosa c’entra Ciro Russo, dipendente della Trentini nel mondo e rappresentante della Provincia per il Sud America?
Bolognani: Sembra che a Ciro Russo abbiano dato fastidio certi controlli che Elisabetta Deavi esercitava per verificare la trasparenza dell’impiego dei contributi per il Paraguay. Una “questio” che a Trento non era stata risolta e che ha portato l’assessore Berasi a limitare le funzioni del Consultore, ma solamente per il Paraguay. Limitazioni che hanno indotto Ciro Russo a screditare la Deavi annunciando che lei non era più Consultore, anche se a luglio era stata invitata a partecipare alla riunione della Consulta a Trento per il settembre del 2005.
In effetti sette presidenti di Circoli Trentini del Paraguay il 1° agosto 2005 avevano scritto a Dellai per la nomina di un nuovo consultore, di origine del Paraguay, e per l’allontanamento di Beltrán, un argentino, che dalla sede della Trentini nel mondo di Luque aveva compiuto atti incompatibili con la Legge del Paraguay.
Bisogna ricordare che il 20 luglio 2005 gli stessi rappresentanti dei Circoli avevano scritto a Dellai, presidente della Provincia; alla Berasi, assessore all’emigrazione ed a Pisoni, presidente della Trentini nel mondo, preannunciando una denuncia alla Magistratura di Anibal Beltrán per una serie di “delitti”. Denuncia rientrata per l’intervento di Ciro Russo che aveva regolato alcuni sospesi rimborsando dei danni patiti dai trentini.
Ma perché con delibera della Giunta della Provincia il 26 agosto 2005 a Elisabetta Deavi viene tolto l’incarico di Consultore?
Si suppone che la lettera del 1° agosto dei sette presidenti dei Circoli, che facevano riferimento a Ciro Russo, abbia indotto la Berasi a proporre tale delibera che non consentiva alla Deavi, giunta a Trento da Asunción, di partecipare alla riunione dei Consultori per leggere personalmente la sua relazione annuale.
Elisabetta Deavi rientrata in Paraguay riceve attestati di stima da parte del vicepresidente della Repubblica, di molte personalità e di emigranti che si affiliano alla Unione delle Famiglie trentine evidenziando una frattura fra i Circoli che sostengono Ciro Russo, ritenuto responsabile della divisione.
Non solo, il TAR ridona pieno titolo alla Deavi che nel 2006 partecipa alla Consulta a Trento, mentre anche il Consiglio di Stato non accoglie il ricorso della Provincia.
Perché alla Deavi non si permette di esercitare le sue funzioni di Consultore?
La sua posizione diventa delicata perché non è riconosciuta dai Circoli trentini che fanno riferimento a Ciro Russo. Quando nel marzo del 2007 anche il Difensore Civico, Borgonovo, invita la Provincia a mediare per una ricomposta convivenza, Ciro Russo consegna un appello firmato da 150 trentini per esonerare Elisabetta Deavi dall’incarico di Consultore. Questo avviene il 5 aprile del 2007.
Ma perché la Deavi contesta il documento con 150 firma e il 3 dicembre del 2007 presentato una denuncia contro Ciro Russo?
Perché Elisabetta Deavi, per salvare la sua onorabilità, ha fatto una indagine per capire le ragioni di un documento firmato da 150 trentini del Paraguay, quando da mesi lei si guardava bene da fare interventi come Consultore dopo il suo reintegro stabilito dal TAR nel giugno 2006. E così ha scoperto che molte firme erano falsificate, altre doppie e diverse appartenente a minori e a cittadini argentini.
Quali sono state le conseguenze per Ciro Russo?
Diverse testimonianze hanno chiarito che le firme erano state estorte oltre che da Ciro Russo anche da due dipendenti della Trentini del mondo con sede a Luque, che le ottenevano su fogli in bianco come una sottoscrizione per avere sussidi o borse di studio per i figli. Alcuni hanno asserito di aver ricevuto minacce perché se non avessero firmato la Provincia interrompeva gli aiuti ai Circoli trentini. Acclarato questa situazione ecco che contro Ciro Russo è stato spiccato un mandato di cattura.
Però risulta che l’imputato abbia ottenuta la revoca e abbia agito liberamente.
Ciro Russo ammette che tale libertà sia costata circa 60.000 euro come cauzione quando non poteva più inquinare le prove. Tuttavia, senza osservare la prassi di rapporti diplomatici, ci sono state pressioni dirette della Trentini nel Mondo e dell’assessore all’emigrazione per cancellare le accuse contro Ciro Russo con petizioni dirette al Presidente della Repubblica del Paraguay ed alla Magistratura ipotizzando la cancellazione di contributi economici per gli emigranti.
La direttrice della Trentini nel mondo afferma che la Magistratura si sta “rimpallando” la vicenda dal 2007 e spera faccia il suo corso.
Credo che tutti si augurino che Ciro Russo sappia giustificare il suo comportamento e ne esca pulito anche per fare onore alla Provincia ed alla Trentini nel mondo. Non ci rimane che attendere il corso della Magistratura del Paraguay che, al momento, lo ha rinviato a giudizio. Di certo qualche riflessione dovrebbe essere fatta: la prima che il “buon senso” avrebbe evitato la divisione dei trentini in Paraguay; la seconda che non si può colpevolizzi Elisabetta Deavi se ha cercato di salvaguardare la sua onorabilità, che è riconosciuta in molte Istituzioni del Paraguay. Con il senno di poi si doveva ascoltare il Difensore civico Borgonovo che nel marzo del 2007 invitava alla prudenza ed alla mediazione.