Chaco:miseria senza fine

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Argentina – Chaco: Tobas, miseria senza fine.

In questi tempi il Chaco concentra l’attenzione di tutto il mondo.
Stampa e televisione globale vengono a guardare le stragi della denutrizione che colpisce migliaia di aborigeni nei boschi che si conoscono – già impropriamente – come L’Impenetrabile. La mia collega ed amica Cristina Civale, autrice del blog Civiltà e Barbarie, del giornale argentino Clarin, mi invita ad accompagnarla. Non è il primo invito che ricevo, ma sì il primo che accetto. Ricusai viaggiare prima delle recenti elezioni, perché, ovviamente, qualunque impressione scritta si sarebbe interpretata come denuncia elettorale. Ed io sono convinto, da molto, che la spaventosa situazione socio-economica in cui si trovano i popoli del Chaco, ed il suo svuotamento socio-culturale, non sono merito di un governo in particolare negli ultimi 30 o 40 anni, ci li furono civili e militari ( peronisti, progressisti e radicali) bensì di tutti essi.
Primo ci fermiamo a Sáenz Peña, la seconda città del Chaco, 90 mila abitanti, per una visita clandestina – ne richiesta, né autorizzata – all’Ospedale Ramón Carrillo, il secondo più importante di questa provincia. Civale prende note ed intervista pazienti indigeni nelle sale di Tisiologia, mentre io percorro i corridoi bagnati sotto le infinite infiltrazioni dei soffitti, e guardo le pareti rotte, cancellate e sporche, i pavimenti rognosi ed un pozzo nero aperto e ristagnante vicino alla cucina.
Benché il fronte dell’ospedale sia appena dipinto, c’è dietro un immondezzaio a cielo aperto in mezzo a due padiglioni. Vetri e mobili rotti, rottami, radiografie, calcinacci e disfatti chirurgici incorniciano le sale dove i pazienti sono solo corpi succhiati per malattie come la tubercolosi o il chagas. Mi impressiona la molta gente che c’è tirata nei piani, non so se sono pazienti o familiari, la stessa cosa dà.
Un’ora dopo, durante il tragitto fino a Juan José Castelli – popolazione di 30 Milla abitanti che se definisce “Portone” dell’Impenetrabile – lo sconforto e la rabbia si perfezionano osservando quello che rimane del allora Chaco boscoso. Quello che fu impero di querce centenarie e fauna meravigliosa, ora sono soltanto campi bruciati, di suolo arenoso e desertico, con radici ovunque aspettando le ruspe che prepareranno questa terra per il festival della soia transgenica che sta distruggendo il nostro paese.
Entriamo – nuovamente senza autorizzazione – all’Ospedale di Castelli che si suppone serva il 90 o 95 percento degli aborigeni di tutto l’Impenetrabile. Lì quello che vedo mi batte il petto, le tempie, le uova: almeno due dozzine di esseri in condizioni definitivamente inumane. Sembrano ex persone, appena pelle su ossa, corpi come quelli dei campi di concentrazione nazisti….

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Mempo Giardinelli

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