Dall’Assessore Beltrami solo illazioni.

beltramiAbbiamo appreso da una nota di stampa che alla riunione  del 3 agosto ad Arco  dei circoli d’Italia e d’Europa che fra le altre cose sulla nostra battaglia per la trasparenza dei finanziamenti pubblici al Chaco ha sostenuto che “….l’informazione che viene fatta dai mezzi di informazione locali sull’emigrazione e sui progetti di cooperazione nei confronti delle comunità trentine nel mondo, dovrebbe essere onesta e trasparente. Ben vengano le critiche se sono fondate e costruttive – ha affermato l’assessore – ma dobbiamo tutti vigilare affinché non ci siano distorsioni e polemiche faziose e perché ci sia reale coincidenza fra i fatti e quanto viene raccontato….”.
Come amici del SUD AMERICA non intendiamo polemizzare con l’assessore Lia Giovanazzi Beltrami ma una cosa intendiamo ribadire. Nei nostri volantini facciamo riferimento a fatti precisi e concreti (vedi proganmo, frigorifico ed altro) e quindi se veramente l’assessore ritiene errate le nostre denunce, anzichè lanciarsi in illazioni gratuite sostenendo che noi non siamo onesti e trasparenti, risponda con i dati pubblicando i bilanci ed i risultati dei vari progetti finanziati nel Chaco ed in Paraguay.
Attendiamo fiduciosi di essere smentiti dalla pubblicazione dei dati di bilancio e dei risultati ottenuti.
Nel frattempo abbiamo inviato all’assessore una richeista di incontro, da tenersi anche pubblicamente se l’assessore lo ritiene, per confrontarci sul ruolo della cooperazione trentina nel Chaco.

La trasparenza non nuoce a nessuno, ma aiuta gli onesti

Gli amici del sud america

Trento 7 agosto 2009

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2 risposte a “Dall’Assessore Beltrami solo illazioni.

  1. Carlos Leonardelli

    Signora Lia.

    Scrivo per dirle che quando io o voluto denunciare lo che succedeva in Patagonia con Ciro Russo, Lei non a voluto prestare attenzione.

    Lo che a successo in Paraguay, e lo stesso, che sempre della mano di Ciro Russo, a successo nel complesso Turistico Trentino de il Balneario “El Condor” a Viedma Rio Negro Patagonia Argentina.

    Il sistema utilizzato da Ciro Russo, non e altro che fare vedere chi ci sono problemi interni dentro della cooperativa.

    E dico questo, perche a Viedma, cera una cooperativa che gestiva il complesso turistico con una quantità importante di soci e facevano riunioni periodicamente, ma, Ciro Russo, a intervenuto la cooperativa con una persona inviata dal Chaco, la quale a abitato per un bel po’ in la struttura del complesso.

    Dopo di questo, a fatto fare un’altra cooperativa, e come presidente a messo la stessa presidente del circolo Trentino di Viedma che ancora gestisce il complesso insieme ala sua famiglia e non so si anche a percepito dei soldi per altre progetti in Viedma.

    Tutto questo lo sa, il presedente presidente della Trentini Nel Mondo e anche Rino oggi mancato, chi nascondevano delle cose come questa già denunciata opportunamente.

    Approfitto anche la presente per scusarmi da Lei quando la o invitata al ristorante per una serata di musica e so che Lei a detto a diverse persone che io la o STRESSATA.

    Mi scusso ancora, pero Lei sappia che il suo lavoro.

    Il ristorante e già chiuso perche il comune non a intervenuto.

    Grazie

    Il mio cellulare e 320 7117980

    QUANTI LOVORI FA CIRO RUSSO IN ARGENTNIA?

    Aclararon que los legisladores italianos no vinieron a pedir al gobierno que cambie la propuesta de deuda Buenos Aires, feb. 15 (NA) — El objetivo de la misión de legisladores italianos que visitan el país “no es pedir al gobierno argentino que revea o no su posición, sino aclarar lo que pasó realmente en Italia, que es el país en Europa que más bonos argentinos tiene”. Así lo hizo saber hoy el vocero de la delegación italiana, Ciro Russo, en alusión a las investigaciones que están realizando aquí los legisladores Giovanni Didoné, Giorgio Benvenuto y Luigi Olivieri. En declaraciones que efectuó a radio Continental, Russo precisó que hay “13.500 Millones de dólares en manos de 450 mil pequeños ahorristas”. “Sólo 500 millones, una ínfima parte, está en manos de bancos o fondos y en consecuencia una situación muy anómala, porque ningún otro país europeo tiene esta cantidad así grande de bonos que han sido vendidos a los pequeños ahorristas”, agregó. Russo aclaró que “la misión de estos diputados es averiguar realmente qué pasó, a quién han dirigido los bonos que Argentina había emitido y si eran dirigidos a inversores, como se dice, sofisticados, profesionales, o si eran dirigidos a pequeños ahorristas”. Reveló que “estos diputados quieren presentar un proyecto de ley para crear una comisión de investigación para saber exactamente qué pasó en Italia”. “Y por otro, averiguar si existen las condiciones para presentar un proyecto de ley en Italia con lo cual tratar de dar una respuesta desde el punto de vista económico a los pequeños ahorristas, la mayoría de los cuales son pensionados, jubilados, gente bastante frágil”, añadió. Lamentó, por último, que “en Italia no se haya tenido mucha respuesta por parte del sistema financiero. Ya sea desde el gobierno central, el sistema financiero, incluso el Banco Central, no ha habido información”.

    Mandato d’arresto per Ciro Russo

    E’ rimbalzata anche sulla stampa locale la notizia del mandato di arresto di Ciro Russo da parte della magistratura paraguaiana con l’accusa di aver falsificato delle firme che chiedevano l’allontanamento della consultore Elisabetta Deavi.
    Non entro nel merito della denuncia da parte della magistratura del Paraguay e dei suoi risvolti giuridici ma voglio soffermarmi sui suoi risvolti morali e politici di questa vicenda che va aggiunta ai problemi dei lavoratori della fabbrica di riciclaggio della plastica di Luche. Un esempio di come con i soldi stanziati dalla provincia si sottopagavano i lavoratori e come il responsabile (Ciro Risso) sulla stampa di oggi usi gli stessi argomenti dei vecchi padroni delle ferriere per denigrare chi chiede e rivendica i propri diritti. Si i propri diritti e non beneficenza o concessioni da parte dei vari principi o vassalli all’estero.
    Non è sufficiente dare solidarietà a Ciro se non si affrontano le questioni vere che emergono da questa vicenda: Il bisogno di trasparenza, la gestione degli stanziamenti per l’emigrazione trentina e la cooperazione internazionale.
    Da questa vicenda, dove le notizie o non arrivano o sono frammentarie emerge con sempre maggiore evidenza la necessità di conoscere tutti i risvolti, partendo dai finanziamenti e dal loro impiego. Il presidente Dellai deve intervenire con i necessari chiarimenti a tutela dell’Istituzione Provincia chiamata in causa dalle vicissitudini di Russo e quindi garantire l’indispensabile trasparenza su quanto fatto dalla PAT, pubblicando su Internet, tutti i dati: l’ammontare dei finanziamenti in Argentina, il loro utilizzo, i bilanci contabili e le ricadute economiche che sociali degli interventi finanziati.
    Una richiesta di trasparenza sui finanziamenti nella regione del Chaco Argentino, in Paraguay, ecc. dove ci risulta che, non solo siano presenti sperperi ingiustificati, ma che le ricadute sul territorio sono quasi inesistenti. Vogliamo trasparenza anche per i lavoratori della fabbrica di riciclaggio della plastica di Luche in Paraguay. Fabbrica costruita con i contributi della PAT, e dove ci risulta che i lavoratori siano stati pagati con un salario inferiore ai minimi di legge e poi licenziati solo perché chiedevano i loro diritti.
    Quanti fatti, comrpesa la vicenda giudiziaria di Ciro Russo raffroza la richiesta di quanti chiedono un approccio diverso ai problemi dell’emigrazione e della cooperazione internazionale, superando una situazione che con l’imposizione di una sola associazione per gli aiuti agli emigrati ha trasformato l’ATM da organizzazione di volontariato a braccio operativo della provincia. Una scelta che apre una grave ferita democratica e nel pluralismo culturale e associativo trentino.
    Finanziare progetti faraonici e calati dall’alto ha generato sprechi, diseconomie e qualche problema con la giustizia. Quindi bisogna lavorare per costruire una rete di interventi capaci di coinvolgere la popolazione locale.
    Da mesi come associazione “Amici del Sudamerica” abbiamo volantinato in città chiedendo trasparenza sui finanziamenti nel Chaco e nell’America del sud senza avere risposte da parte di Dellai.
    Adesso davanti all’inchiesta della magistratura del Paraguay ci domandiamo se il presidente della PAT continuerà a mantenere un atteggiamento di colpevole chiusura o si deciderà a rendere accessibili a tutti, tramite internet, quanto stanziato dalla provincia in materia di emigrazione e cooperazione internazionale con i relativi documenti contabili.
    Come cittadino trentino che paga le tasse attendo una risposta da parte di Dellai.

    Ezio Casagranda “Amici del Sudamerica”.

  2. ci conosciamo caro Ezio…guerriero come tutti gli iscritti/e italiani o all’estero..un abbraccio.

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