Conferenza di luglio: Dellai non risponde

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Mattia Frizzera nel riassumere la conferenza sulla cooperazione in Sud America ha colto gli aspetti di fondo. Ma la tensione è rimasta in chi ha posto degli interrogativi perché il presidente Dellai, dopo la fugace presenza per chiedere compostezza negli interventi, ha lasciato la sala. Non ha risposto a delle domande che rimangono in sospeso da mesi.
La provincia di Trento estesa per 27.000 kmq sta cooperando con quella del Chaco (Argentina) estesa per oltre 100.000 kmq per una impresa economica di quel Governo. Nei siti dei giornali del Chaco (chacodiapordia, diarionorte, diariochaco) si comprende come quella Provincia ha attività in tutti i settori industriali, commerciali, agricoli che possono competere con il nostro piccolo Trentino. Si comprende come il governatore Capitanich stia trattando con il Brasile e con Paesi europei. Ciò non di meno, i politici del Chaco non rifiutano la donazione di contributi milionari della piccola provincia di Trento per attuare dei progetti finalizzati alla strategia elettorale e penalizzati dall’alternarsi dei partiti al Governo o da interessi particolari che, talvolta, rasentano uno scandaloso impiego di denaro. Ciò accade lontano dalla responsabilità di Trento che corre ai ripari rinnovando periodicamente gli accordi con la speranza di vedere un beneficio sui pochi soci emigranti.
Il progetto del PROGANO focalizza lo sviluppo dell’allevamento delle capre che si estende in una zona di 49.000 km detta dell’Impenetrabile dove sono dislocati sette centri veterinari del CEDEPRO per migliorare la genetica e la crescita delle capre finalizzate al macello di 300 capi al giorno nel Frigorifico che doveva essere il fiore all’occhiello delle Cooperative Trento e Valsugana Chaqueña, anche con la concia delle pelli in una zona priva di acqua.
In questi 10 anni nonostante i contributi milionari, e qui le cifre sono interpretabili perché non sono chiare le somme stanziate, il Frigorifico è un fallimento. Lo ha affermato il responsabile dei progetti della Pat quando nel 2004 ha affermato al Diario Norte che «erano stati spesi 2.500.000 dollari per il Frigorifico, una cattedrale nel deserto». E lo ha confermato nell’agosto del 2007 quando ha preannunciato a chiusura del Frigorifico con un passivo di 700.000 pesos mentre gli operai erano senza lavoro e giungevano autobotti per l’acqua. Nel 2008 ci sono dichiarazioni polemiche del responsabile della Pat contro i Governatori ed i Ministri con i quali ha collaborato decantando il Progano e lo sviluppo del Frigorifico.
Qualsiasi attività commerciale o industriale di fronte ai ripetuti fallimenti o si chiude o si riattiva con una strategia che permette di aprire alla speranza. Ecco perché nel gennaio 2009 la Pat ha concordato e secretato con il Governo del Chaco un cambiamento di gestione ed interventi. Ma nei primi sette mesi il Frigorifico ha lavorato al 30% e pertanto è ancora in passivo.
A questo punto è legittimo ciò che ha detto l’assessore Berasi nel 2004: «Se il Frigorifico è un fallimento la Pat può dirottare i suoi interventi su iniziative migliori». Forse è giunta l’ora di continuare la collaborazione per le lodevoli iniziative culturali ed assistenziali, ma di interrompere ogni accordo economico e commerciale con il Chaco. Invece il Diario Chaco del 19 luglio elogiando la presenza del vice governatore Bacileff Ivanoff scrive: «Il Chaco potrebbe essere il destinatario di milioni di euro che arrivano da Trento per altri progetti»
Un aspetto della conferenza ha coinvolto il responsabile inviato da Trento per le iniziative della Pat. Se si sono tenuti dei corsi per formare dei responsabili tra gli emigranti è, finalmente, ora che vivendo la realtà locale siano loro a suggerire alla Pat le iniziative e le cooperazioni che possono gestire con trasparenza sotto la supervisione del Consultore del Brasile, del Paraguay e dell’Argentina. Altrimenti i politici di Trento si astengano dal dire «che gli emigranti sono una risorsa». Si segua l’esempio di molte Province italiane che attraverso le loro associazioni scelgono dei responsabili locali per la vita degli emigranti. Le responsabilità vanno condivise con fiducia per dare dignità ed autonomia a chi vuole impegnarsi. Tra i nostri emigranti ci sono professionisti di prim’ordine che non sono valorizzati. Ci sono giovani disposti a dare il meglio e meritano la fiducia della Pat e delle associazioni. La gestione autonoma dei giovani discendenti trentini in Brasile per le due Cantine di Rodeio e Nova Trento sono un esempio stimolante che dovrebbe fare riflettere e facilitare le risposte del Presidente Dellai, responsabile dell’emigrazione.
Ferruccio Bolognani

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