Alle Famiglie non piace l’unificazione

emigrazioneDal Giornale Il Trentino — 15 agosto 2009 pagina 11 sezione: CRONACA

Ho visto con interesse la pubblicità dell’Unione delle Famiglie del 30 luglio. La prima riflessione è di sorpresa perché, come molti lettori, non immaginavo quanto le diramazioni dei club denominati Famiglie potessero attivarsi a supporto ed aiuto degli emigranti trentini, specialmente in Sud America.
La seconda si riferisce alla distorsione della realtà che presenta le Famiglie in contrapposizione ai Circoli della Trentini nel mondo o, peggio ancora, in contrasto. Per mia conoscenza personale e per la documentazione raccolta nei miei viaggi in Argentina emerge una collaborazione e sintonia di intenti tra emigranti che hanno liberamente scelto l’una o l’altra aggregazione, che dovrebbe essere conosciuta.
Cito fra le tante quella di un documento congiunto del Circolo trentino di Buenos Aires con quello della Famiglia di Rafaela (Santa Fé). Sembra che taluno, a disagio per dover spiegare con trasparenza il suo comportamento negli interventi di cooperazione in Sud America, preferisca avere come referente l’associazione a cui appartiene per escludere la seconda.
È una distorsione mentale che alcuni politici hanno colto per cercare di escludere le Famiglie. Infatti una modifica alla legge dell’Emigrazione prevede che dopo il 31 ottobre del 2009 l’Unione delle Famiglie dei trentini all’estero non dovrebbe avere alcun contributo dalla Provincia e pertanto ne preannunciano l’estinzione.
Al di là di considerazioni legate al rispetto della Costituzione che permette una libera scelta di aggregazione da parte dei cittadini, non ci si spiega perché i 400.000 trentini all’estero debbano far a capo ad una sola associazione. Mentre nel Trentino coesistono centinaia di associazioni simili o clonate che ricevono contributi dalla Provincia e dai Comuni dove svolgono attività culturali, sociali e sportive.
Come per queste associazioni è normale che tra i Circoli e le Famiglie dislocate all’estero ci sia una forma di competizione ed emulazione per migliorare le iniziative a vantaggio degli emigranti. Prova ne sia che i Circoli in Argentina si sono moltiplicati dopo la presenza delle Famiglie.
Parlare di unificazione forzata si può incrinare la collaborazione e allontanare dalla Provincia quei trentini che hanno liberamente scelto di appartenere alle Famiglie.
A meno che, come oggi sembra attuale, essi si aggreghino in club denominati Andreas Hofer come esistevano negli Usa ai primi del novecento a Denver, Trinidad e Tollerburg (Colorado), a Bessemer e Cospian (Michigan) a Frontenac e West Mineral (Kansas).
In tal modo la Provincia concederà dei contributi perché gli emigranti trentini abbiano libertà di scelta.

Ferruccio Bolognani

Trento, 15 agosto 2009

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