Ferruccio Bolognani risponde

Il termine di denuncia attribuitomi negli articoli relativi alla inchiesta della Magistratura sugli interventi della PAT nel Chaco, mi sta bene se viene inteso come seguito a numerose lettere e documenti che ho indirizzato al presidente Dellai, agli uffici dell’emigrazione e, in mancanza di risposte dirette, agli articoli pubblicati sulla stampa locale ed internazionale. Non ultimo ad alcuni miei interventi nella Sala Rosa della Regione nell’ottobre 2008 e luglio 2009, presente il vicegovernatore del Chaco mentre Dellai si è assentato.
 

Una denuncia che risale ad un dossier presentato a tutti i Consiglieri della Provincia nel luglio del 1999, quando l’allora assessore all’emigrazione aveva ignorato le mie segnalazioni. Allora focalizzavo perplessità raccolte nei miei soggiorni in Argentina per scrivere uno dei miei tre libri come reportage dall’America latina visitata per circa 59 mesi.
 

Ho visto documenti e sentito testimonianze che si domandavano perché alcuni finanziamenti della Provincia, specialmente nel Chaco, non raggiungevano le finalità preposte. Nel 2004, dopo le dichiarazioni fatte dal responsabile degli interventi della PAT che «2.500.000 dollari erano serviti per costruire una cattedrale nel deserto» l’impresa commerciale ed industriale della Cooperativa trentina responsabile del Frigorifico, per macellare le capre, era fallita.
 

Ma nel 2005 l’allarme di un giornalista era stato deriso e squalificato. I numerosi articoli apparsi sulla stampa locale nel 2005 da parte del comitato Sentimento trentino, composto da emigranti di ritorno, sono stati ignorati. La Quarta Commissione che ha visitato il Chaco, distratta da ricevimenti e feste folcloristiche, non ha rilevato alcunché di preoccupante.
 

Che la situazione fosse preoccupante si è fatta chiara con la chiusura del Frigorifico nel 2007 e 2008 quando gli operai sono rimasti senza lavoro ed il passivo è stato cancellato dalla PAT e dal governo del Chaco. Nell’accordo secretato nel gennaio del 2009, Dellai ha firmato con il vicegovernatore del Chaco un programma per fare rinascere l’attività industriale e commerciale del Frigorifico inserita nel Progano, un progetto del governo di Resistencia.
 

Ma dopo 10 mesi l’allarme segnalato dal Centro Mandela, un organismo dei diritti dell’uomo che si interessa delle attività anche a beneficio degli indios del Chaco, dimostra che si macellino 200 capre alla settimana al posto delle 300 quotidiane, numero indispensabile per sostenere il commercio. Nonostante questo fallimento alcuni giornali del Chaco riferiscono l’ottimismo del vicegovernatore convinto di interventi milionari in euro della PAT per altre iniziative.
 

Recentemente un Comitato di amici del Sud America ha fatto volantinaggio per denunciare la poca trasparenza degli interventi della Provincia, perché il governatore Dellai non li vuole ricevere per ascoltare la testimonianza di quanto hanno visto nel Chaco.
 

Tutti siamo convinti che la PAT con contributi mirati possa migliorare certe situazioni di disagio sociale e culturale per discendenti di emigranti sconfitti da situazioni politiche o crisi economiche; assista  gli anziani bisognosi e offra borse di studio agli studenti. Ma rigettiamo progetti faraonici che non rientrano nello spirito di cooperazione adatto per gruppi di famiglie che con prestiti d’onore, contributi o elargizioni possono escludere l’assistenzialismo per attività onorevoli, come suggerisce il premio Nobel Muhammad Ynus. Progetti che molto bene svolgono i missionari e che potrebbero essere di esempio. Come molte Province che considerano una risorsa gli emigranti professionalmente preparati per assistere e coordinare iniziative localmente necessarie.
 

La Magistratura ha forse letto le perplessità e le denunce espresse negli articoli. I politici avrebbero dovuto ascoltare le persone informate per un confronto. Altrimenti i cittadini tolgono quella fiducia che avevano riposto.
 

Ferruccio Bolognani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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