Ciro Russo rinviato a giudizio in Paraguay

Durante l’udienza preliminare ad Asuncion il giudice Alcides Corbeta, rigettando le tesi della difesa, ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero di rinvio a giudizio di Ciro Vincenzo Russo per falsificazione di documenti.
Il controverso responsabile della Trentini nel Mondo per i progetti in Sud America era stato denunciato nel dicembre del 2007 da Elisabetta Deavi per avere costretto, nel marzo del 2007, con minacce discendenti di trentini a firmare una lettera indirizzata alla Provincia Autonoma di Trento con la richiesta di destituzione della Deavi da Consultore per il Paraguay. Il Pubblico Ministero ha anche accertato che in molti casi le firme sono risultate addirittura completamente false
Il Russo avrebbe commesso i reati assieme ai suoi collaboratori Virgilio Vázquez e Aníbal Cenas Beltrán, anch’essi imputati.
Aníbal Cenas Beltrán è da tempo latitante.
A seguito della decisione del giudice, che la legge paraguaiana dichiara inappellabile, ora Ciro Russo dovrà affrontare un processo pubblico.
Si sta così avviando alla conclusione questa vicenda che ha registrato colpi di scena a ripetizione con fughe da ordini di residenza obbligatoria e tentativi di influenzare il potere giudiziario con interventi politici. Presto giustizia sarà fatta.
Leggi la notizia sul giornale online L’Italiano
Leggi anche ABC digital on line in spagnolo

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Nota della redazione:
Forse qualcosa si muove, è di oggi la notizia apparsa sui giornali locali del Paraguay che Ciro Russo è stato rinviato a giudizio per falsificazione di documenti.
Un procedimento importante che forse potrà fare un po’ di luce sulle vicende che in questi ultimi anni hanno coinvolto questo personaggio che da anni opera in Sudamerica per conto della Trentini nel Mondo e per conto della PAT.
Più volte come amici del Sudamerica abbiamo cercato di fare luce su come venivano utilizzati i cospicui contributi che la provincia di Trento destinava ad iniziative di solidarietà con gli emigrati trentini nei paesi dell’America latina.
Da parte della Provincia abbiamo sempre trovato un muro di silenzio, per non dire di omertà, una vera giungla che sembrava impenetrabile sia alle richieste di chiarimento che alla stessa giustizia ordinaria.
Questo rinvio a giudizio ci fa sperare che forse si inizia ad intravvedere qualche crepa e quindi siamo fiduciosi che la giustizia del Paraguay farà il suo corso e quindi aspettiamo di conoscere il pronunciamento della magistratura paraguaiana.
Per noi che da anni ci stiamo battendo per una maggiore trasparenza nella gestione delle risorse destinati ai nostri emigrati attendiamo fiduciosi la conclusione del procedimento del tribunale.

Ezio Casagranda

Martedì 6 settembre 2011

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