La colpa è degli altri

«La culpa la tiene el otro», scrive Hugo Zurlo nel Diario Norte del 22 ottobre 2011 quando critica l’intervento del sottosegretario all’Agricoltura Sebastián De Ariortúa che, insieme al sindaco eletto di Pampa del Inferno, Carlos Andión, ha cercato di calmare gli animi dei 25 operai del Frigorifico che sono in sciopero promettendo che verrà risolto il problema, com’è avvenuto.
E nello stesso tempo Hugo Zurlo come segretario della Cooperativa Trento Chaqueña accusa de Ariortúa di essere il Presidente che ha responsabilità della crisi del Macello.
Lui, come segretario, ammette che sarebbero necessarie «40.000 capre per ammortizzare le spese del Frigorifico mentre nel 2010 ne sono state macellate solo 16.349 ma che nel corrente anno non dovrebbero superare i 6.350 capi».
Prosegue dicendo che «si deve evitare di cercare contributi per una Cooperativa che genera debiti che crescono in maniera esponenziale. Chi li cerca è gravemente irresponsabile».
Asserisce che «il futuro del Frigorifico diventa incerto perché dipende dalle decisioni che possono essere prese al più alto livello politico dei Governi (del Chaco e di Trento)».
Conclude «escludendo si possa indicare il colpevole perché non si risolvono i problemi addossando le colpe agli altri. Mentre nel compartire il potere si assumono delle responsabilità. Ma l’essere assorbito dal potere annebbia la mente e porta a prendere cattive decisioni».
Purtroppo l’ing. Zurlo sembra dare la colpa agli altri quando è troppo tardi. Come consultore della Provincia di Trento avrebbe dovuto vigilare che i bilanci delle cooperative fossero trasparenti, nel caso contrario segnalare le irregolarità evitando la conclusione che ora auspica dopo che si sono spesi milioni di euro dei contribuenti trentini. Inoltre come Segretario della Cooperativa Trento Chaqueña doveva segnalare le problematiche alla Trentini nel mondo e non contestare chi negli scorsi anni aveva scritto allarmato per l’andamento antieconomico di una attività industriale e commerciale che non compete alla associazione che riunisce gli emigranti.
Purtroppo chi è colpevole si difenderà e saranno dimenticate le incapacità professionali di chi ha voluto sostituirsi agli emigranti in grado di suggerire le migliori attività e interventi per aiutare le famiglie bisognose con micro cooperative, le uniche che stimolano la volontà di reagire alla mala sorte.

Ferruccio Bolognani

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