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La vicenda di Ciro Russo della Trentini nel Mondo rinviato a giudizio un Paraguay

Riportiamo volentieri l’intervista a Ferruccio Bolognani pubblicata sul gironale online L’Italiano.it a cura di Febo Cioni

In questi giorni la stampa ha pubblicato la notizia che Ciro Russo, ex coordinatore delle iniziative della Provincia autonoma di Trento per il Sud America, è rinviato a giudizio dalla Magistratura del Paraguay. È legittima una difesa della associazione Trentini nel mondo che per 18 anni è stata beneficiata dalla presenza di questo ex sindacalista per i suoi numerosi Circoli, ma per avere una cronistoria della situazione ho incontrato Bolognani, un personaggio che si è sempre battuto per una trasparenza degli interventi economici della Provincia.
Ferruccio Bolognani ha percorso per 50 mesi i 10 Paesi del Sud America scrivendo tre libri come reportage ed ha tenuto conferenze in alcune Università ed in Circoli italiani del Brasile, Cile, Paraguay e Argentina. Conosce le problematiche dell’emigrazione ed ha sostenuto l’importanza dell’autonomia delle comunità all’estero per coordinare attività culturali ed assistenziali anche con i contributi delle rispettive Province italiane.
Questo non sembra avvenire per i trentini in Argentina, Paraguay e Uruguay coordinati per le loro iniziative da un inviato dalla Provincia di Trento, e non dal Consultore che la rappresenta. Inoltre, la Federazione dei Circoli di Argentina, dopo molti anni, non è più riconosciuta dalla Associazione madre di Trento. Queste interferenze hanno creato un certo disagio perché i contributi milionari della Provincia sono stati indirizzati a Cooperative “grandiose” ma con ricadute economiche insignificanti per gli emigranti. Chi ha reagito o criticato queste iniziative è stato emarginato. Fra gli altri Elisabetta Deavi, una donna che in Paraguay ha cercato e scoperto centinaia di famiglie di origine trentina e che nel 2004 era stata nominata Consultore, una figura di Ambasciatrice per la Provincia Autonoma di Trento.
Va bene tutto questo, ma che cosa c’entra Ciro Russo, dipendente della Trentini nel mondo e rappresentante della Provincia per il Sud America?
Bolognani: Sembra che a Ciro Russo abbiano dato fastidio certi controlli che Elisabetta Deavi esercitava per verificare la trasparenza dell’impiego dei contributi per il Paraguay. Una “questio” che a Trento non era stata risolta e che ha portato l’assessore Berasi a limitare le funzioni del Consultore, ma solamente per il Paraguay. Limitazioni che hanno indotto Ciro Russo a screditare la Deavi annunciando che lei non era più Consultore, anche se a luglio era stata invitata a partecipare alla riunione della Consulta a Trento per il settembre del 2005.
In effetti sette presidenti di Circoli Trentini del Paraguay il 1° agosto 2005 avevano scritto a Dellai per la nomina di un nuovo consultore, di origine del Paraguay, e per l’allontanamento di Beltrán, un argentino, che dalla sede della Trentini nel mondo di Luque aveva compiuto atti incompatibili con la Legge del Paraguay.
Bisogna ricordare che il 20 luglio 2005 gli stessi rappresentanti dei Circoli avevano scritto a Dellai, presidente della Provincia; alla Berasi, assessore all’emigrazione ed a Pisoni, presidente della Trentini nel mondo, preannunciando una denuncia alla Magistratura di Anibal Beltrán per una serie di “delitti”. Denuncia rientrata per l’intervento di Ciro Russo che aveva regolato alcuni sospesi rimborsando dei danni patiti dai trentini.
Ma perché con delibera della Giunta della Provincia il 26 agosto 2005 a Elisabetta Deavi viene tolto l’incarico di Consultore?
Si suppone che la lettera del 1° agosto dei sette presidenti dei Circoli, che facevano riferimento a Ciro Russo, abbia indotto la Berasi a proporre tale delibera che non consentiva alla Deavi, giunta a Trento da Asunción, di partecipare alla riunione dei Consultori per leggere personalmente la sua relazione annuale.
Elisabetta Deavi rientrata in Paraguay riceve attestati di stima da parte del vicepresidente della Repubblica, di molte personalità e di emigranti che si affiliano alla Unione delle Famiglie trentine evidenziando una frattura fra i Circoli che sostengono Ciro Russo, ritenuto responsabile della divisione.
Non solo, il TAR ridona pieno titolo alla Deavi che nel 2006 partecipa alla Consulta a Trento, mentre anche il Consiglio di Stato non accoglie il ricorso della Provincia.
Perché alla Deavi non si permette di esercitare le sue funzioni di Consultore?
La sua posizione diventa delicata perché non è riconosciuta dai Circoli trentini che fanno riferimento a Ciro Russo. Quando nel marzo del 2007 anche il Difensore Civico, Borgonovo, invita la Provincia a mediare per una ricomposta convivenza, Ciro Russo consegna un appello firmato da 150 trentini per esonerare Elisabetta Deavi dall’incarico di Consultore. Questo avviene il 5 aprile del 2007.
Ma perché la Deavi contesta il documento con 150 firma e il 3 dicembre del 2007 presentato una denuncia contro Ciro Russo?
Perché Elisabetta Deavi, per salvare la sua onorabilità, ha fatto una indagine per capire le ragioni di un documento firmato da 150 trentini del Paraguay, quando da mesi lei si guardava bene da fare interventi come Consultore dopo il suo reintegro stabilito dal TAR nel giugno 2006. E così ha scoperto che molte firme erano falsificate, altre doppie e diverse appartenente a minori e a cittadini argentini.
Quali sono state le conseguenze per Ciro Russo?
Diverse testimonianze hanno chiarito che le firme erano state estorte oltre che da Ciro Russo anche da due dipendenti della Trentini del mondo con sede a Luque, che le ottenevano su fogli in bianco come una sottoscrizione per avere sussidi o borse di studio per i figli. Alcuni hanno asserito di aver ricevuto minacce perché se non avessero firmato la Provincia interrompeva gli aiuti ai Circoli trentini. Acclarato questa situazione ecco che contro Ciro Russo è stato spiccato un mandato di cattura.
Però risulta che l’imputato abbia ottenuta la revoca e abbia agito liberamente.
Ciro Russo ammette che tale libertà sia costata circa 60.000 euro come cauzione quando non poteva più inquinare le prove. Tuttavia, senza osservare la prassi di rapporti diplomatici, ci sono state pressioni dirette della Trentini nel Mondo e dell’assessore all’emigrazione per cancellare le accuse contro Ciro Russo con petizioni dirette al Presidente della Repubblica del Paraguay ed alla Magistratura ipotizzando la cancellazione di contributi economici per gli emigranti.
La direttrice della Trentini nel mondo afferma che la Magistratura si sta “rimpallando” la vicenda dal 2007 e spera faccia il suo corso.
Credo che tutti si augurino che Ciro Russo sappia giustificare il suo comportamento e ne esca pulito anche per fare onore alla Provincia ed alla Trentini nel mondo. Non ci rimane che attendere il corso della Magistratura del Paraguay che, al momento, lo ha rinviato a giudizio. Di certo qualche riflessione dovrebbe essere fatta: la prima che il “buon senso” avrebbe evitato la divisione dei trentini in Paraguay; la seconda che non si può colpevolizzi Elisabetta Deavi se ha cercato di salvaguardare la sua onorabilità, che è riconosciuta in molte Istituzioni del Paraguay. Con il senno di poi si doveva ascoltare il Difensore civico Borgonovo che nel marzo del 2007 invitava alla prudenza ed alla mediazione.

Chaco:Riforestazione e ambiente

chacofotoProgetti di Ciro Russo. (Voce Trentina, gennaio 1993 n° 579)

Solitamente un personaggio, un politico, una società industriale programma e controlla l’attuazione dei progetti al termine del tempo prefissato. Il fallimento squalifica le capacità e la professionalità di chi voleva realizzarli Ai lettori propongo questo articolo di Ciro Russo che per la provincia nel Chaco prevedeva:

«LA RIFORESTAZIONE E RIPRISTINO AMBIENTALE» «In accordo con il Governo provinciale e la Municipalidad de Resistencia è stato elaborato un progetto di RIFORESTAZIONE della foresta sub tropicale compromessa dai passati tagli massicci e da eventi calamitosi, aventi come obiettivi la formazione e la specializzazione di giovani nel settore forestale, la realizzazione di attività di risanamento e riforestazione, nonché dell’industria commerciale del legno. Si prevede inoltre la formazione di cooperative di giovani operanti nel settore.
Accanto all’intervento in tema forestale è stato progettato altresì un intervento di RISANAMENTO igienico sanitario del sistema fognario della città di Resistencia, che prevede la realizzazione di una rete fognaria in zone attualmente non collegate con la rete esistente, un sistema di camera settica con filtro biologico per il trattamento degli effluenti cloacali , riparazione di conduttori di acque nere danneggiate, una nuova rete incubata di acque bianche in sostituzione di quella attualmente a cielo aperto.
Per il finanziamento di questi due progetti, il cui costo stimato è pari a circa 41.500.000.000 di lire (41,5 miliardi di cui 7,5 per il progetto igienico sanitario) è stato chiesto l’intervento della legge n° 49 dello Stato Italiano, da definirsi nell’ambito di un accordo bilaterale Italia – Argentina.Il 10% del costo del progetto è previsto essere del Governo del Chaco. Il progetto è tuttora all’esame delle autorità argentine, e si configura in suo accoglimento pur consapevoli delle difficoltà esistenti, sia sul versante Argentino che, per farlo approvare, dovrà considerarlo “prioritario” rispetto ad altri che su quello Italiano alle prese con le note difficoltà economiche».

«PROGETTO AGRICOLO»

«Accanto a interventi di natura assistenziale la PAT intende attuare un progetto volto a migliorare le condizioni economiche degli agricoltori trentini residenti nel Chaco, puntando alla produzione alternativa della coltivazione del cotone che, com’è noto, non consente di realizzare ad alcun produttore medio piccolo un reddito in gradi di soddisfare le esigenze minimali della propria famiglia. Per questo è stato approntato un progetto che si propone di migliorare le tecniche agricole, incrementare e diversificare la produzione, offrendo agli agricoltori assistenza tecnica per la coltivazione e commercializzazione dei prodotti.
Il progetto verrà realizzato nell’arco di tre anni con una spesa prevista a regime, e subordinatamente alla realizzazione dei presupposti previsti, pari a circa 670.000.000 di lire».
C.R. Buenos Aires 2.10.1992

NB
1° Tali congetture sono contenute anche nel mio libro “All’ombra dell’Aconcagua” quando riporto una intervita fatta a Ciro Russo nella Sede della CETA (Camara empresarios trentinos en la Argentina) a Buenos Aires (17 novembre 1992, pag. 249)
2° Oggi fa sorridere la presunzione di Ciro Russo convinto di amministrare 41,5 miliardi per la RIFORESTAZIONE e RISANAMENTO con progetti fantasiosi e non condivisi dal Governo del Chaco che, in casa propria, ha tecnici e professionisti preparati.
3° L’idea di diversificare (con chi ? e perché ?) la coltivazione del cotone, dopo 17 anni dal progetto di Ciro Russo, sarebbe stata fallimentare. La diminuita produzione di cotone degli USA in questi ultimi anni ha infatti favorito chi coltiva il cotone nel Chaco.
In conclusione. Anche il sogno del Frigorifico, basato sui progetti di Ciro Russo, oggi raccoglie un disastro industriale e commerciale perché
1° ha proposto consumo di carne caprina in Argentina dove è più economica quella bovina
2° ha trattato con politici che cambiano ad ogni tornata elettorale
3° ha costruito il Macello dove c’è carenza di acqua

Ferruccio Bolognani (23.08.09)