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Lettere dal Chaco. Dellai batti un colpo

Gli articoli del 4 e 7 dicembre 2011 del giornale NORTE di Resistencia hanno evidenziato le problematiche (nascoste) del Frigorifico di Pampa del Infierno patrocinato dal coordinatore dei progetti della Provincia per il Sud America e sponsorizzati dalla Trentini nel mondo. Si sono spesi oltre 10 milioni di euro senza dare effettivo beneficio agli emigranti di origine trentina, anzi creando disoccupazione e operai in sciopero per avere lo stipendio (come si può leggere in precedenti articoli di denuncia della situazione).
Ciro Russo è intervenuto per difendere il suo operato.
Mai il silenzio sarebbe stato opportuno per non compromettere le relazioni Trento – Resistencia. Purtroppo la forma polemica della sua intervista ha creato una catena di reazioni, l’ultima del 7 dicembre credo sia opportuno che venga letta in attesa dell’evolversi della situazione che può compromettere altre iniziative e rendere difficile la gestione di chi con gennaio 2012 succederà a Ciro Russo.
Ferruccio Bolognani

Di seguito riportiamo le due lettere inviate da Ferruccio a Dellai ed al Consiglio Provinciale.

Ai consiglieri membri della Giunta Provinciale di Trento
Lorenzo Dellai, presidente
Alberto Pacher, vice presidente
Marta Dalmaso, assessore istruzione
Alessandro Olivi, assessore economia
Mauro Gilmozzi, assessore enti locali
Tiziano Mellarini , assessore foreste e turismo
Ugo Rossi, assessore alla salute
Franco Panizza, assessore alla cultura
Lia Giovanazzi Beltrani, assessore alla convivenza

in questa prima comunicazione riporto alcuni articoli del DIARIO NORTE di Resistencia e un chiaro commento del Centro Mandela, quando ancora c’erano speranze per il Frigorifico

Questi articoli provocheranno (dopo un mese) una polemica di Ciro Russo contro il Governo del Chaco che biasimo e che compromette le buone relazioni tra Trento e Resistencia, perché il problema degli emigranti non deve essere coinvolto in una iniziativa commerciale ed industriale
presentata per solecitare l’appoggio della PAT al Progano, Una iniziativa che doveva essere soppesata da un “professional” e non da una persona che non aveva competenze e professionalità.
Eppure, nel 2004 aveva dichiarato al Diario Norte che il Frigorifico era una cattedrale nel deserto costata gia 2.500.000 dollari.
Forse da allora si potevano evitare altri milioni di spesa se si fosse esaminato il problema e non si fossero firmati protocolli e visite della Quarta Coimmissione che aveva visto il folclore delle feste e creduto alle lucciole, senza esaminare i bilanci della Cooperativa Trento Chaqueña ora in fallimento perché, come ha detto Hugo Zurlo, non si finanzia una Cooperativa che produce ogni anno delle perdite.
Un saluto. Ferruccio Bolognani

Ai consiglieri membri della Giunta Provinciale di Trento
Lorenzo Dellai, presidente
Alberto Pacher, vice presidente
Marta Dalmaso, assessore istruzione
Alessandro Olivi, asessore economia
Mauro Gilmozzi, assessore enti locali
Tiziano Mellarini , assessore foreste e turismo
Ugo Rossi, assessore alla salute
Franco Panizza, assessore alla cultura
Lia Giovanazzi Beltrani, assessore alla convivenza

questa seconda comunicazione riporta articoli del DIARIO del 4 e 7 dicembre 2011 con breve traduzione e commento

Mentre ho seguito con interesse il convegno dei Consultori in Cile come forma di risarcimento morale agli errori di Trento per l’emigrazione del 1952 ed ho gioito nel leggere la relazione di Gardumi e vedere le foto del soggiorno formativo dei giovani in Brasile con la Giordani sono amareggiato nel presentare alla Giunta ciò che si legge nel Diario di Resistencia perché non onora il comportamento del responsabile dei progetti della PAT.
Ricordo che Enrìzo Casagranda ha più volte denunciato le problematiche connesse al Frigorifico di Pampa del Infierno senza avere risposte che evitassero la conclusione umiliante fra polemiche e rinunce.
Mi auguro che la PAT non finanzi più opere che danno una immagine industriale e commerciale, che non è opportuna per una associazione che deve seguire problematiche culturali e sociali e sostenere
l’iniziativa autonoma degli emigranti nelle forme di cooperazione da loro scelte e non imposte.

Un cordiale saluto. Ferruccio Bolognani

La vicenda di Ciro Russo della Trentini nel Mondo rinviato a giudizio un Paraguay

Riportiamo volentieri l’intervista a Ferruccio Bolognani pubblicata sul gironale online L’Italiano.it a cura di Febo Cioni

In questi giorni la stampa ha pubblicato la notizia che Ciro Russo, ex coordinatore delle iniziative della Provincia autonoma di Trento per il Sud America, è rinviato a giudizio dalla Magistratura del Paraguay. È legittima una difesa della associazione Trentini nel mondo che per 18 anni è stata beneficiata dalla presenza di questo ex sindacalista per i suoi numerosi Circoli, ma per avere una cronistoria della situazione ho incontrato Bolognani, un personaggio che si è sempre battuto per una trasparenza degli interventi economici della Provincia.
Ferruccio Bolognani ha percorso per 50 mesi i 10 Paesi del Sud America scrivendo tre libri come reportage ed ha tenuto conferenze in alcune Università ed in Circoli italiani del Brasile, Cile, Paraguay e Argentina. Conosce le problematiche dell’emigrazione ed ha sostenuto l’importanza dell’autonomia delle comunità all’estero per coordinare attività culturali ed assistenziali anche con i contributi delle rispettive Province italiane.
Questo non sembra avvenire per i trentini in Argentina, Paraguay e Uruguay coordinati per le loro iniziative da un inviato dalla Provincia di Trento, e non dal Consultore che la rappresenta. Inoltre, la Federazione dei Circoli di Argentina, dopo molti anni, non è più riconosciuta dalla Associazione madre di Trento. Queste interferenze hanno creato un certo disagio perché i contributi milionari della Provincia sono stati indirizzati a Cooperative “grandiose” ma con ricadute economiche insignificanti per gli emigranti. Chi ha reagito o criticato queste iniziative è stato emarginato. Fra gli altri Elisabetta Deavi, una donna che in Paraguay ha cercato e scoperto centinaia di famiglie di origine trentina e che nel 2004 era stata nominata Consultore, una figura di Ambasciatrice per la Provincia Autonoma di Trento.
Va bene tutto questo, ma che cosa c’entra Ciro Russo, dipendente della Trentini nel mondo e rappresentante della Provincia per il Sud America?
Bolognani: Sembra che a Ciro Russo abbiano dato fastidio certi controlli che Elisabetta Deavi esercitava per verificare la trasparenza dell’impiego dei contributi per il Paraguay. Una “questio” che a Trento non era stata risolta e che ha portato l’assessore Berasi a limitare le funzioni del Consultore, ma solamente per il Paraguay. Limitazioni che hanno indotto Ciro Russo a screditare la Deavi annunciando che lei non era più Consultore, anche se a luglio era stata invitata a partecipare alla riunione della Consulta a Trento per il settembre del 2005.
In effetti sette presidenti di Circoli Trentini del Paraguay il 1° agosto 2005 avevano scritto a Dellai per la nomina di un nuovo consultore, di origine del Paraguay, e per l’allontanamento di Beltrán, un argentino, che dalla sede della Trentini nel mondo di Luque aveva compiuto atti incompatibili con la Legge del Paraguay.
Bisogna ricordare che il 20 luglio 2005 gli stessi rappresentanti dei Circoli avevano scritto a Dellai, presidente della Provincia; alla Berasi, assessore all’emigrazione ed a Pisoni, presidente della Trentini nel mondo, preannunciando una denuncia alla Magistratura di Anibal Beltrán per una serie di “delitti”. Denuncia rientrata per l’intervento di Ciro Russo che aveva regolato alcuni sospesi rimborsando dei danni patiti dai trentini.
Ma perché con delibera della Giunta della Provincia il 26 agosto 2005 a Elisabetta Deavi viene tolto l’incarico di Consultore?
Si suppone che la lettera del 1° agosto dei sette presidenti dei Circoli, che facevano riferimento a Ciro Russo, abbia indotto la Berasi a proporre tale delibera che non consentiva alla Deavi, giunta a Trento da Asunción, di partecipare alla riunione dei Consultori per leggere personalmente la sua relazione annuale.
Elisabetta Deavi rientrata in Paraguay riceve attestati di stima da parte del vicepresidente della Repubblica, di molte personalità e di emigranti che si affiliano alla Unione delle Famiglie trentine evidenziando una frattura fra i Circoli che sostengono Ciro Russo, ritenuto responsabile della divisione.
Non solo, il TAR ridona pieno titolo alla Deavi che nel 2006 partecipa alla Consulta a Trento, mentre anche il Consiglio di Stato non accoglie il ricorso della Provincia.
Perché alla Deavi non si permette di esercitare le sue funzioni di Consultore?
La sua posizione diventa delicata perché non è riconosciuta dai Circoli trentini che fanno riferimento a Ciro Russo. Quando nel marzo del 2007 anche il Difensore Civico, Borgonovo, invita la Provincia a mediare per una ricomposta convivenza, Ciro Russo consegna un appello firmato da 150 trentini per esonerare Elisabetta Deavi dall’incarico di Consultore. Questo avviene il 5 aprile del 2007.
Ma perché la Deavi contesta il documento con 150 firma e il 3 dicembre del 2007 presentato una denuncia contro Ciro Russo?
Perché Elisabetta Deavi, per salvare la sua onorabilità, ha fatto una indagine per capire le ragioni di un documento firmato da 150 trentini del Paraguay, quando da mesi lei si guardava bene da fare interventi come Consultore dopo il suo reintegro stabilito dal TAR nel giugno 2006. E così ha scoperto che molte firme erano falsificate, altre doppie e diverse appartenente a minori e a cittadini argentini.
Quali sono state le conseguenze per Ciro Russo?
Diverse testimonianze hanno chiarito che le firme erano state estorte oltre che da Ciro Russo anche da due dipendenti della Trentini del mondo con sede a Luque, che le ottenevano su fogli in bianco come una sottoscrizione per avere sussidi o borse di studio per i figli. Alcuni hanno asserito di aver ricevuto minacce perché se non avessero firmato la Provincia interrompeva gli aiuti ai Circoli trentini. Acclarato questa situazione ecco che contro Ciro Russo è stato spiccato un mandato di cattura.
Però risulta che l’imputato abbia ottenuta la revoca e abbia agito liberamente.
Ciro Russo ammette che tale libertà sia costata circa 60.000 euro come cauzione quando non poteva più inquinare le prove. Tuttavia, senza osservare la prassi di rapporti diplomatici, ci sono state pressioni dirette della Trentini nel Mondo e dell’assessore all’emigrazione per cancellare le accuse contro Ciro Russo con petizioni dirette al Presidente della Repubblica del Paraguay ed alla Magistratura ipotizzando la cancellazione di contributi economici per gli emigranti.
La direttrice della Trentini nel mondo afferma che la Magistratura si sta “rimpallando” la vicenda dal 2007 e spera faccia il suo corso.
Credo che tutti si augurino che Ciro Russo sappia giustificare il suo comportamento e ne esca pulito anche per fare onore alla Provincia ed alla Trentini nel mondo. Non ci rimane che attendere il corso della Magistratura del Paraguay che, al momento, lo ha rinviato a giudizio. Di certo qualche riflessione dovrebbe essere fatta: la prima che il “buon senso” avrebbe evitato la divisione dei trentini in Paraguay; la seconda che non si può colpevolizzi Elisabetta Deavi se ha cercato di salvaguardare la sua onorabilità, che è riconosciuta in molte Istituzioni del Paraguay. Con il senno di poi si doveva ascoltare il Difensore civico Borgonovo che nel marzo del 2007 invitava alla prudenza ed alla mediazione.

Ciro Russo rinviato a giudizio in Paraguay

Durante l’udienza preliminare ad Asuncion il giudice Alcides Corbeta, rigettando le tesi della difesa, ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero di rinvio a giudizio di Ciro Vincenzo Russo per falsificazione di documenti.
Il controverso responsabile della Trentini nel Mondo per i progetti in Sud America era stato denunciato nel dicembre del 2007 da Elisabetta Deavi per avere costretto, nel marzo del 2007, con minacce discendenti di trentini a firmare una lettera indirizzata alla Provincia Autonoma di Trento con la richiesta di destituzione della Deavi da Consultore per il Paraguay. Il Pubblico Ministero ha anche accertato che in molti casi le firme sono risultate addirittura completamente false
Il Russo avrebbe commesso i reati assieme ai suoi collaboratori Virgilio Vázquez e Aníbal Cenas Beltrán, anch’essi imputati.
Aníbal Cenas Beltrán è da tempo latitante.
A seguito della decisione del giudice, che la legge paraguaiana dichiara inappellabile, ora Ciro Russo dovrà affrontare un processo pubblico.
Si sta così avviando alla conclusione questa vicenda che ha registrato colpi di scena a ripetizione con fughe da ordini di residenza obbligatoria e tentativi di influenzare il potere giudiziario con interventi politici. Presto giustizia sarà fatta.
Leggi la notizia sul giornale online L’Italiano
Leggi anche ABC digital on line in spagnolo

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Nota della redazione:
Forse qualcosa si muove, è di oggi la notizia apparsa sui giornali locali del Paraguay che Ciro Russo è stato rinviato a giudizio per falsificazione di documenti.
Un procedimento importante che forse potrà fare un po’ di luce sulle vicende che in questi ultimi anni hanno coinvolto questo personaggio che da anni opera in Sudamerica per conto della Trentini nel Mondo e per conto della PAT.
Più volte come amici del Sudamerica abbiamo cercato di fare luce su come venivano utilizzati i cospicui contributi che la provincia di Trento destinava ad iniziative di solidarietà con gli emigrati trentini nei paesi dell’America latina.
Da parte della Provincia abbiamo sempre trovato un muro di silenzio, per non dire di omertà, una vera giungla che sembrava impenetrabile sia alle richieste di chiarimento che alla stessa giustizia ordinaria.
Questo rinvio a giudizio ci fa sperare che forse si inizia ad intravvedere qualche crepa e quindi siamo fiduciosi che la giustizia del Paraguay farà il suo corso e quindi aspettiamo di conoscere il pronunciamento della magistratura paraguaiana.
Per noi che da anni ci stiamo battendo per una maggiore trasparenza nella gestione delle risorse destinati ai nostri emigrati attendiamo fiduciosi la conclusione del procedimento del tribunale.

Ezio Casagranda

Martedì 6 settembre 2011

Pro.ga.no: le “novità” del progetto

El gobierno provincial determinó que, con una frecuencia de al menos dos veces por semana, se incluya el consumo de carne de cabra en los entes que controla el Estado provincial. El fin es sostener la producción caprina y mantener el equilibrio financiero del Frigorífico Caprino de Pampa del Infierno. Así lo aseguró este domingo el vicegobernador Juan Carlos Bacileff Ivanoff al recorrer el frigorífico caprino de esa localidad. “Eso va a significar una producción sustentable y permitirá mantener el Frigorífico en un estado de equilibrio financiero”, sostuvo.
Il governo provinciale ha deciso di includere il consumo di carne caprina almeno due volte alla settimana in tutte le mense gestite dallo Stato provinciale. L’obiettivo è quello di sostenere la produzione caprina e mantenere l’equilibrio finanziario del macello caprino di Pampa del Inferno. “…questo significherà una produzione sostenibile e permetterà di mantenere in uno stato di equilibrio finanziario il macello”… dichiarazioni del vice governatore del Chaco, Juan Carlos Bacileff Ivanoff.
Con el objetivo de hacer sustentable la producción caprina y mantener el equilibrio financiero del Frigorífico Caprino de Pampa del Infierno, el gobierno provincial determinó que al menos dos veces por semana se incorpore el consumo de carne de cabra en los entes que controla el Estado provincial. Así lo aseguró hoy el vicegobernador Juan Carlos Bacileff Ivanoff al recorrer el mejor frigorífico caprino que existe en el país, asegurando que de ahora en adelante los comedores escolares, hogares de ancianos y hospitales, entre otras dependencias, incorporarán semanalmente la carne caprina en sus dietas.
Con l’obiettivo di sostenere la produzione caprina e mantenere l’equilibrio finanziario del macello caprino di Pampa dell’Inferno, il governo provinciale ha deciso che almeno due volte alla settimana si includa il consumo di carne caprina nelle mense gestite dallo Stato. Cosi ha dichiarato oggi il vice governatore Juan Carlos Bacileff Ivanoff in una visita al miglior macello caprino che esiste nel paese, assicurando che da adesso le mense scolastiche, le case di riposo e gli ospedali includeranno settimanalmente la carne caprina nei loro menu.
Bacileff Ivanoff, a cargo del Ejecutivo provincial, recorrió las instalaciones del Frigorífico junto al intendente local Marcelo Píccoli y el coordinador de los proyectos trentinos para Sudamérica, Ciro Russo, oportunidad en que comentó y detalló la iniciativa provincial que intenta fortalecer el mercado interno. “Tenemos que colaborar desde el Estado para que esto funcione. Por eso, es una determinación del gobierno provincial instrumentar como base dos veces por semana se pueda introducir el caprino en el mercado de consumo en los entes que controla el Estado provincial”, ratificó el funcionario provincial. Es decir, en los comedores escolares, en el sector de la policía o en los hospitales, entre otras reparticiones, un par de veces por semana se pueda comer cabra: “Eso va a significar una producción sustentable y permitirá mantener el Frigorífico en un estado de equilibrio financiero”, insistió.

Bacileff Ivanoff in visita alle strutture del macello insieme al sindaco locale Marcelo Piccoli e al coordinatore dei progetti trentini in Sudamerica Ciro Russo, ha detto che l’iniziativa intende rafforzare il mercato interno. “…Lo Stato deve collaborare di modo che questo funzioni. Quindi il governo provinciale ha deciso che due volte in settimana si introduca la carne caprina nel mercato di consumo, nelle mense gestite dallo Stato…, cioè, nelle mense scolastiche, nell’ambito della polizia e degli ospedali…”

LOS QUESOS TAMBIÉN
Luego, la comitiva también recorrió la cooperativa Valsugana chaqueña, donde el vicegobernador se comprometió a realizar todas las gestiones necesarias para que los quesos que allí se producen tengan el mismo destino que la carne caprina. Ambos emprendimientos se llevan adelante en conjunto entre el gobierno provincial y la Provincia Autónoma de Trento (Italia).

Dopo, la comitiva ha visitato la cooperativa Valsugana Chaquena, dove il vice governatore ha promesso di realizzare tutte le gestioni per far si che i formaggi che si producono li abbiano lo stesso destino della carne caprina. Entrambe le iniziative sono portate avanti dal governo provinciale insieme alla Provincia Autonoma di Trento (Italia).

“Hay que imponer en el país y en el extranjero la cultura del consumo de la cabra. Es un compromiso del Estado que dos veces por semana los municipios, las entidades o comedores que se adhieran, dos veces por semana puedan consumir la carne caprina, para que esto sea sustentable y no de déficit”, destacó Bacileff Ivanoff. En adelante, los negocios que quieran incorporarse serán bienvenidos, porque significarán un adelanto para Pampa del Infierno y el resto de las localidades que están incorporadas al Progano.

Bisogna imporre nel paese e all’estero la cultura del consumo della capra…i negozi che vorranno farne parte saranno benvenuti perché significherà un passo avanti per Pampa dell’Inferno e per il resto delle località che faranno parte del Progano.

“Venimos con el ánimo de decir que éstas instalaciones son un ejemplo”, agregó el vicegobernador al referirse al Frigorífico Caprino de Pampa del Infierno. “Se comenta en todos los ámbitos que el mejor frigorífico caprino que existe es el de Pampa del Infierno. Pero tenemos que demostrar en los hechos que si tenemos los recursos humanos y estas instalaciones, estamos incorporando la idea que aparte de la comercialización del producto, como política de Estado darle sustentabilidad al proyecto y esto se autofinancie”, concluyó.

“Vorremmo che queste strutture siano un esempio”, ha detto il vice governatore riguardo al macello caprino di Pampa del Inferno. “In tutti gli ambiti si dice che il miglior macello caprino che esiste nel paese è quello di Pampa del Inferno, ma dobbiamo dimostrarlo anche con i fatti, perché se abbiamo le risorse umane e le strutture possiamo incorporare l’idea che oltre alla commercializzazione del prodotto come politica statale bisogna dare sostenibilità al progetto di modo che possa autofinanziarsi”

COMPROMISO PROVINCIAL
Por su parte, Ciro Russo, planteó la necesidad que todos los actores del proyecto empujen en la misma dirección. Así, reconoció al señor vicegobernador, que ha firmado un acuerdo en enero pasado en Trento: “Está muy comprometido para que la cosa pueda funcionar”, dijo. En esta línea, destacó que con esta última idea de consumir carne caprina en los comedores diseminados en toda la provincia, “va a ayudar a que este proyecto pueda funcionar mejor”.
La cooperativa Trento es la que maneja la planta, pero “tiene que hacerlo económicamente sustentable”, reconoció. “Pero falta –agregó, porque el volumen que necesita para que pueda auto sostenerse depende del volumen de faena. Respecto a esto, estamos un poco lejos, pero esta idea del vicegobernador va a ayudar a lograr este objetivo”.
Finalmente, el intendente Piccoli coincidió con la idea del vicegobernador respecto a que hay que darle una salida a la carne caprina en el mercado interno del Chaco. “La carne del chivo es muy saludable, porque tiene bajo contenido de colesterol, entre otros beneficios. Esto es una base para los pequeños productores, para que no se corte la producción”, concluyó.

Ciro Russo ha parlato sulla necessità che tutti gli attori coinvolti nel progetto spingano nella stessa direzione, confermando l’accordo dello scorso gennaio a Trento: ha riconosciuto che il vice governatore si è compromesso per far si che la cosa possa funzionare. In questa linea ha evidenziato che con questa ultima idea di consumare carne caprina nelle mense di tutta la provincia si possa aiutare a far funzionare meglio il progetto. Ha riconosciuto che la cooperativa Trento gestisce il macello, ma deve farlo diventare economicamente sostenibile. Manca perché non si è ancora raggiunto il volume di macellazione necessario per poter auto sostenersi. “Riguardo a questo siamo un po’ lontani, ma l’idea del vicegovernatore aiuterà a raggiungere l’obiettivo”.
Infine, il sindaco Piccoli ha concordato con l’idea del vicegovernatore riguardo a promuovere il consumo della carne caprina nel mercato interno del Chaco. “La carne caprina è molto salutabile e ha un basso contenuto di colesterolo fra altri benefici. Questo è una base per i piccoli produttori, per far si che non si fermi la produzione”

(Articolo del Giornale Chaco del 07/08/09)

Commento di Lorenzo, un lettore di Resistencia

Grande vicegobernador… ud si que la tiene clara.. les traera a Resistencia carne de cabras… vice… la gente no come cabritos en Resistencia porque no les gusta.. nada mas .. para que quiere traer.. o esta por comprar y regalarselos…. en Tres Isletas Chaco.. hay un criadero de ranas… mande tambien en Resistencia ranas.. y se atropellaran para comer…si hubiera sido negocio.. miles de camiones estarian inundando Resistencia con dicha carne… todavia la gente no esta acostumbrada…. los resistencianos te comen .. pacu.. moncholos.. bagres.. mojarritas.. palometas y, en casos de muchas necesidades, tambien he visto comer gatos caseros…en algunos casos hasta morenas… (ojo hablo de pescados.. que nadie confunda con mujeres morenas).. pero cabritos no y menos si hay que pagarlos… pero ud quiere reventar y cambiar de habitos… regale … reparta en unidades basicas… reparta.. que se acostumbre lo haga por lo menos tres meses… y despues si.. a disfrutar un hermoso chivito…rico nutritivo y chaqueño …

Grande Vice governatore…Lei si ha le idee chiare…porterà a Resistencia la carne caprina… Vice… la gente non mangia capretti a Resistencia perché non li piacciono …perché vuole portarla? Oppure pensa di comprarli e regalarli? A Tres Isletas, Chaco, c’è un allevamento di rane…porti anche le rane a Resistencia e vorranno sicuramente mangiarle..Se fosse un affare, tantissimi camion annegherebbero Resistencia con le rane…la gente di Resistencia mangia pacu, moncholos, mojarritas…e in alcuni casi ho visto anche mangiare gatti, ma non capretti e tantomeno se bisogna pagarli..ma Lei vuole cambiare le abitudini….

Chaco:Riforestazione e ambiente

chacofotoProgetti di Ciro Russo. (Voce Trentina, gennaio 1993 n° 579)

Solitamente un personaggio, un politico, una società industriale programma e controlla l’attuazione dei progetti al termine del tempo prefissato. Il fallimento squalifica le capacità e la professionalità di chi voleva realizzarli Ai lettori propongo questo articolo di Ciro Russo che per la provincia nel Chaco prevedeva:

«LA RIFORESTAZIONE E RIPRISTINO AMBIENTALE» «In accordo con il Governo provinciale e la Municipalidad de Resistencia è stato elaborato un progetto di RIFORESTAZIONE della foresta sub tropicale compromessa dai passati tagli massicci e da eventi calamitosi, aventi come obiettivi la formazione e la specializzazione di giovani nel settore forestale, la realizzazione di attività di risanamento e riforestazione, nonché dell’industria commerciale del legno. Si prevede inoltre la formazione di cooperative di giovani operanti nel settore.
Accanto all’intervento in tema forestale è stato progettato altresì un intervento di RISANAMENTO igienico sanitario del sistema fognario della città di Resistencia, che prevede la realizzazione di una rete fognaria in zone attualmente non collegate con la rete esistente, un sistema di camera settica con filtro biologico per il trattamento degli effluenti cloacali , riparazione di conduttori di acque nere danneggiate, una nuova rete incubata di acque bianche in sostituzione di quella attualmente a cielo aperto.
Per il finanziamento di questi due progetti, il cui costo stimato è pari a circa 41.500.000.000 di lire (41,5 miliardi di cui 7,5 per il progetto igienico sanitario) è stato chiesto l’intervento della legge n° 49 dello Stato Italiano, da definirsi nell’ambito di un accordo bilaterale Italia – Argentina.Il 10% del costo del progetto è previsto essere del Governo del Chaco. Il progetto è tuttora all’esame delle autorità argentine, e si configura in suo accoglimento pur consapevoli delle difficoltà esistenti, sia sul versante Argentino che, per farlo approvare, dovrà considerarlo “prioritario” rispetto ad altri che su quello Italiano alle prese con le note difficoltà economiche».

«PROGETTO AGRICOLO»

«Accanto a interventi di natura assistenziale la PAT intende attuare un progetto volto a migliorare le condizioni economiche degli agricoltori trentini residenti nel Chaco, puntando alla produzione alternativa della coltivazione del cotone che, com’è noto, non consente di realizzare ad alcun produttore medio piccolo un reddito in gradi di soddisfare le esigenze minimali della propria famiglia. Per questo è stato approntato un progetto che si propone di migliorare le tecniche agricole, incrementare e diversificare la produzione, offrendo agli agricoltori assistenza tecnica per la coltivazione e commercializzazione dei prodotti.
Il progetto verrà realizzato nell’arco di tre anni con una spesa prevista a regime, e subordinatamente alla realizzazione dei presupposti previsti, pari a circa 670.000.000 di lire».
C.R. Buenos Aires 2.10.1992

NB
1° Tali congetture sono contenute anche nel mio libro “All’ombra dell’Aconcagua” quando riporto una intervita fatta a Ciro Russo nella Sede della CETA (Camara empresarios trentinos en la Argentina) a Buenos Aires (17 novembre 1992, pag. 249)
2° Oggi fa sorridere la presunzione di Ciro Russo convinto di amministrare 41,5 miliardi per la RIFORESTAZIONE e RISANAMENTO con progetti fantasiosi e non condivisi dal Governo del Chaco che, in casa propria, ha tecnici e professionisti preparati.
3° L’idea di diversificare (con chi ? e perché ?) la coltivazione del cotone, dopo 17 anni dal progetto di Ciro Russo, sarebbe stata fallimentare. La diminuita produzione di cotone degli USA in questi ultimi anni ha infatti favorito chi coltiva il cotone nel Chaco.
In conclusione. Anche il sogno del Frigorifico, basato sui progetti di Ciro Russo, oggi raccoglie un disastro industriale e commerciale perché
1° ha proposto consumo di carne caprina in Argentina dove è più economica quella bovina
2° ha trattato con politici che cambiano ad ogni tornata elettorale
3° ha costruito il Macello dove c’è carenza di acqua

Ferruccio Bolognani (23.08.09)

Così decollarono le spese del progetto

PICT0259Citando Paolo Ghezzi da “così decollarono le spese del progetto” Alto Adige, 18 giugno 1993.

È l’articolo, datato, a cui attingo e trascrivo alcuni pensieri pubblicati dal giornalista, diventato poi direttore dell’Adige, a commento di una iniziativa della Pat di allora che sembrano calzare a pennello per le spese che ha messo nel carniere per una cooperazione internazionale con il Governo del Chaco (Argentina).
Nella precedente legislatura è stato rilevato che la Provincia non può attuarle direttamente senza passare dal Ministero degli esteri. Così come era avvenuto quando era stata incaricata di gestire la prima parte di una cooperativa in Mozambico (1991-1992). Già la PAT si stava preparando per la seconda nominando Ciro Russo come responsabile, quando il Governo di Roma aveva tolto l’incarico perché la prima esperienza non era andata bene. Infatti c’erano pendenze giudiziarie che coinvolgevano il responsabile dr. Battisti, mentre il sindacalista Ciro Russo (prima di andare in Mozambico era stato espulso dalla Cisl) era rientrato in Italia: per taluni dopo un mandato di cattura; per altri per non essere stato soddisfatto nella divisione della “borsa”. (
Si trattava di guadagni poco chiari per vendita di derrate alimentari, di mezzi agricoli di seconda mano e di una attività di falegnameria come iniziativa personale della moglie del dr. Battisti). Clicca qui per leggere il resto dell’articolo

A cura di Ferruccio Bolognani

Arco 17 agosto 2009

Conferenza di luglio: Dellai non risponde

immigrati1

Mattia Frizzera nel riassumere la conferenza sulla cooperazione in Sud America ha colto gli aspetti di fondo. Ma la tensione è rimasta in chi ha posto degli interrogativi perché il presidente Dellai, dopo la fugace presenza per chiedere compostezza negli interventi, ha lasciato la sala. Non ha risposto a delle domande che rimangono in sospeso da mesi.
La provincia di Trento estesa per 27.000 kmq sta cooperando con quella del Chaco (Argentina) estesa per oltre 100.000 kmq per una impresa economica di quel Governo. Nei siti dei giornali del Chaco (chacodiapordia, diarionorte, diariochaco) si comprende come quella Provincia ha attività in tutti i settori industriali, commerciali, agricoli che possono competere con il nostro piccolo Trentino. Si comprende come il governatore Capitanich stia trattando con il Brasile e con Paesi europei. Ciò non di meno, i politici del Chaco non rifiutano la donazione di contributi milionari della piccola provincia di Trento per attuare dei progetti finalizzati alla strategia elettorale e penalizzati dall’alternarsi dei partiti al Governo o da interessi particolari che, talvolta, rasentano uno scandaloso impiego di denaro. Ciò accade lontano dalla responsabilità di Trento che corre ai ripari rinnovando periodicamente gli accordi con la speranza di vedere un beneficio sui pochi soci emigranti.
Il progetto del PROGANO focalizza lo sviluppo dell’allevamento delle capre che si estende in una zona di 49.000 km detta dell’Impenetrabile dove sono dislocati sette centri veterinari del CEDEPRO per migliorare la genetica e la crescita delle capre finalizzate al macello di 300 capi al giorno nel Frigorifico che doveva essere il fiore all’occhiello delle Cooperative Trento e Valsugana Chaqueña, anche con la concia delle pelli in una zona priva di acqua.
In questi 10 anni nonostante i contributi milionari, e qui le cifre sono interpretabili perché non sono chiare le somme stanziate, il Frigorifico è un fallimento. Lo ha affermato il responsabile dei progetti della Pat quando nel 2004 ha affermato al Diario Norte che «erano stati spesi 2.500.000 dollari per il Frigorifico, una cattedrale nel deserto». E lo ha confermato nell’agosto del 2007 quando ha preannunciato a chiusura del Frigorifico con un passivo di 700.000 pesos mentre gli operai erano senza lavoro e giungevano autobotti per l’acqua. Nel 2008 ci sono dichiarazioni polemiche del responsabile della Pat contro i Governatori ed i Ministri con i quali ha collaborato decantando il Progano e lo sviluppo del Frigorifico.
Qualsiasi attività commerciale o industriale di fronte ai ripetuti fallimenti o si chiude o si riattiva con una strategia che permette di aprire alla speranza. Ecco perché nel gennaio 2009 la Pat ha concordato e secretato con il Governo del Chaco un cambiamento di gestione ed interventi. Ma nei primi sette mesi il Frigorifico ha lavorato al 30% e pertanto è ancora in passivo.
A questo punto è legittimo ciò che ha detto l’assessore Berasi nel 2004: «Se il Frigorifico è un fallimento la Pat può dirottare i suoi interventi su iniziative migliori». Forse è giunta l’ora di continuare la collaborazione per le lodevoli iniziative culturali ed assistenziali, ma di interrompere ogni accordo economico e commerciale con il Chaco. Invece il Diario Chaco del 19 luglio elogiando la presenza del vice governatore Bacileff Ivanoff scrive: «Il Chaco potrebbe essere il destinatario di milioni di euro che arrivano da Trento per altri progetti»
Un aspetto della conferenza ha coinvolto il responsabile inviato da Trento per le iniziative della Pat. Se si sono tenuti dei corsi per formare dei responsabili tra gli emigranti è, finalmente, ora che vivendo la realtà locale siano loro a suggerire alla Pat le iniziative e le cooperazioni che possono gestire con trasparenza sotto la supervisione del Consultore del Brasile, del Paraguay e dell’Argentina. Altrimenti i politici di Trento si astengano dal dire «che gli emigranti sono una risorsa». Si segua l’esempio di molte Province italiane che attraverso le loro associazioni scelgono dei responsabili locali per la vita degli emigranti. Le responsabilità vanno condivise con fiducia per dare dignità ed autonomia a chi vuole impegnarsi. Tra i nostri emigranti ci sono professionisti di prim’ordine che non sono valorizzati. Ci sono giovani disposti a dare il meglio e meritano la fiducia della Pat e delle associazioni. La gestione autonoma dei giovani discendenti trentini in Brasile per le due Cantine di Rodeio e Nova Trento sono un esempio stimolante che dovrebbe fare riflettere e facilitare le risposte del Presidente Dellai, responsabile dell’emigrazione.
Ferruccio Bolognani